Patrimonio fotografico

Ordinamento sistematico

 

Il sistema di classificazione della Fototeca risale agli esordi della storia dell'istituzione e riflette quindi i pattern storici della ricerca tedesca, rispondendo al contempo alle esigenze quotidiane di archiviste e archivisti di organizzare i fondi in maniera intelligibile.

Il patrimonio della Fototeca, in consultazione a scaffale libero, è ordinato in quattro sezioni principali: Architettura, Scultura, Pittura e Arti minori. Le fotografie sull'arte antica (architettura, scultura, pittura, mosaici) formano una sezione a sé stante.

La sezione Architettura è suddivisa per epoche e, all'interno delle epoche, per regioni e per località. Sono incluse le sottosezioni urbanistica, disegni di architettura, arte dei giardini, museologia e scenografia nonché architettura non italiana.

Le sezioni Pittura e Scultura sono entrambe ordinate per epoche. All'interno di ogni epoca le fotografie di opere di artisti dall'identità anagrafica nota sono collocate in ordine alfabetico. Seguono le opere anonime in ordine topografico in base al luogo di conservazione. Disegni, stampe e miniature sono inclusi in questa sezione. Della sezione Pittura fanno parte anche due sottosezioni dedicate ai ritratti e agli autoritratti degli Uffizi.

La sezione Arti minori è suddivisa secondo il materiale e la tipologia degli oggetti, all'interno di ogni categoria è ordinata in base alle epoche.

Oltre alle fotografie in formato standard la Fototeca conserva anche fotografie in grande formato, che per motivi conservativi sono soggette a particolari condizioni di consultazione. Lo stesso vale per le circa mille stampe e incisioni che formano la collezione grafica della Fototeca.

Il patrimonio della Fototeca viene accresciuto sistematicamente tramite campagne fotografiche, acquisti, lasciti e donazioni. Le campagne fotografiche digitali organizzate dalla Fototeca si concentrano sulla documentazione di monumenti di difficile accesso, come palazzi privati e ville a Firenze e dintorni. Per la realizzazione di campagne fotografiche a tema la Fototeca collabora con musei e istituzioni come l’EUI (European University Institute, Firenze) o il Palazzo Vecchio.

Rilevanti nuove acquisizioni

2025 

Campagna fotografica Villa Salviati
Una campagna fotografica presso Villa Salviati si è concentrata sulle opere di Giovanni Francesco (1475–1554). In totale sono state realizzate circa 100 immagini digitali. La campagna è stata resa possibile grazie a una collaborazione con lo EUI (European University Institute, Firenze), nel cui campus si trova la Villa.

2024 

Fondo Breccia Fratadocchi
Tra il 1965 e il 1975, gli architetti Tommaso Breccia Fratadocchi e Paolo Cuneo viaggiarono in Armenia, Turchia e Iran. Durante questi viaggi, Breccia Fratadocchi fotografò architettura e paesaggi a colori e in bianco e nero. Da questo corpus, 900 diapositive a colori entrarono nella Fototeca come donazione.

2023 

Campagna fotografica Palazzo Buontalenti
Il piano terra del Palazzo Buontalenti a Firenze (Casino Mediceo) fu affrescato tra il 1621 e il 1623 con uno dei cicli dinastici più estesi della famiglia de’ Medici. Dal 2017, il Palazzo ospita la Florence School of Transnational Governance (EUI – European University Institute, Firenze). Durante le campagne fotografiche furono realizzate più di 300 fotografie digitali.

2022 

Collezione Malandrini
Ferruccio Malandrini è considerato uno dei più importanti collezionisti di fotografia storica in Italia. Nel 2022, la Fototeca acquisì circa 6.000 fotografie singole, 6.200 fotografie contenute in 155 album e 1.500 ulteriori fotografie provenienti dalla sua collezione.

2020/2021 

Album "Ricordi di Messina e Reggio, 28. Dic. 1908"
In questo album sono contenute 48 fotografie riprese dopo il terremoto di Messina e Reggio Calabria. Le fotografie mostrano la distruzione di strade ed edifici e anche persone che ripuliscono questi luoghi dalle macerie.

Dagherrotipo
Il dagherrotipo riporta il timbro del produttore della lastra 'Scovill' utilizzato tra il 1840 e il 1850 e mostra una madre con sua figlia. Si tratta di un oggetto importante per lo studio delle tecniche fotografiche storiche che amplia il fondo speciale "Cimelia Photograhica".

Gigapixel Images
Le immagini Gigapixel sono mosaici di fotografie digitali ad alta risoluzione. Queste immagini permettono una visione ravvicinata degli oggetti fotografati che non sarebbe possibile ottenere in situ. Le immagini Gigapixel delle vetrate di San Francesco ad Assisi e quelle dell’altare d’argento del Battistero di Firenze sono state realizzate dal fotografo Ghigo Roli.

2018/2019

Fotografie di viaggio dall'Egitto
Si tratta di fotografie sciolte e un album del 1865 – 1885 con stampe di Félix Bonfils, Abdullah Frères, Gamianoset Sarolides, Luigi Fiorillo e i Fratelli Zangaki che mostrano architettura e vedute egiziane, soprattutto del Cairo.

Stereoscopie
In anni recenti, è stato acquisito un numero sempre maggiore di stereoscopie del XIX e dell’inizio del XX secolo, incluse vedute di Venezia, Firenze, Roma, Napoli e Gerusalemme. Oltre a fotografi ben noti come Anton Hautmann, Carlo Naya o Giorgio Sommer sono presenti anche immagini stereoscopiche di ditte fotografiche ed editori come Berry, Kelley and Chadwick o immagini Chromoplast della società tedesca denominata Farbenphotographischen Gesellschaft (FPhG). 

2016/2017 

Fondo Enlart
Queste 82 fotografie sono tratte dai fondi dello storico dell’arte Camille Enlart (1862 – 1927) che le aveva riprese nei suoi viaggi di studio in Palestina, Siria, Libano. Le stampe su carta sono di dimensioni diverse e riportano spesso iscrizioni al verso. Mostrano l’architettura (spazi interni, vedute esterne e scultura) di dieci edifici religiosi situati, ad esempio, ad Abu Gosh, Nazareth, Nablus e Margat.

Archivio Hautmann
La Fototeca ha acquisito l'archivio del fotografo e scultore Anton Hautmann (Monaco di Baviera 1821 – Firenze 1862), che consiste per quattro quinti in lastre negative realizzate con il procedimento del collodio umido. I c. millecinquecento negativi in diversi formati, in vario stato di conservazione, mostrano fra l'altro vedute urbane e architettoniche, riproduzioni di opere d'arte, paesaggi, motivi bucolici e ritratti.

Album fotografici
La Fototeca ospita un numero consistente di fotografie provenienti dallo studio romano del fotografo Romualdo Moscioni (Viterbo 1849 – Roma 1925). A queste è andato ad aggiungersi recentemente uno dei suoi album fotografici. Il volume di piccolo formato (17,3 x 23,5 cm) realizzato prima del 1903 è intitolato Roma e contiene diciotto stampe all'albumina.

I cataloghi cartacei della Fototeca sono stati introdotti nel 1902 e coprono le accessioni fra il 1897 e l'inizio della catalogazione elettronica nel 1993. È prevista la loro completa retroconversione in formato digitale.
Per le sezioni Pittura, Scultura, Architettura, Arti applicate, nonché per i Disegni, esistono un catalogo topografico e un catalogo per artisti. Nel catalogo delle Stampe sono registrati artisti e incisori. Il catalogo iconografico comprende temi rappresentati in tutte le sezioni.

Catalogo cartaceo per artisti
Lo schedario è ordinato alfabeticamente in base ai nomi degli artisti le cui opere sono documentate in fotografie della Fototeca.

Catalogo cartaceo topografico
Questo schedario è ordinato alfabeticamente secondo le località. Alle località italiane seguono quelle estere. All'interno di ciascuna località la suddivisione prevede: chiese e istituzioni religiose, musei statali e comunali, ville e palazzi, collezioni private.

Catalogo cartaceo iconografico
Questo schedario propone una classificazione in base a temi iconografici quali Antico e Nuovo Testamento, vite dei santi, mitologia, letteratura, storia, ritratti, scene di genere.

I libri d'inventario riguardano le nuove accessioni fra il 1898 e il 1993. Dal 1993 le nuove accessioni vengono catalogate in una banca dati.

Nei libri d'inventario sono registrati per ogni fotografia la data di inventariazione, il numero di inventario e la collocazione all'interno della Fototeca (segnatura), una breve indicazione del soggetto rappresentato e infine la provenienza e il tipo di immagine. Nei libri d'inventario si trovano inoltre le concordanze fra i numeri d'inventario e il registro delle acquisizioni. In liste separate vengono registrati i negativi, mentre le immagini born digital sono gestite tramite una banca dati interna.

È in corso la digitalizzazione dei registri d’inventario. Vedi

L'archivio negativi della Fototeca comprende c. 57.000 negativi (lastre in vetro, pellicole in acetato e poliestere, nonché diapositive a colori) in diversi formati, che risalgono ad un ampio lasso di tempo dagli anni Sessanta dell’Ottocento fino al XXI secolo. Essi provengono dalle campagne organizzate ed eseguite dall'Istituto oppure da acquisti, donazioni e lasciti.

Nella sede in via Modena sono state allestite due celle climatiche per la conservazione dell’archivio dei negativi fotografici, che necessitano di particolari condizioni di stabilità in termini di temperatura e umidità. Le due celle, una a 5 °C e 35% di umidità relativa e l’altra a 15 °C e 35% di umidità relativa, sono state progettate avvalendosi dell’expertise dell’Istituto Fraunhofer per la Fisica degli Edifici di Stoccarda.

Fanno parte della Fototeca i laboratori fotografici, analogico e digitale.

Al più tardi nel 1903, l’Istituto istituì un laboratorio fotografico analogico per lo sviluppo di pellicole in bianco e nero e la produzione di stampe su carta. Durante i vari trasferimenti della Fototeca, il laboratorio fu spostato ogni volta e successivamente ampliato o modernizzato. Dopo il passaggio alla fotografia digitale nel 2004, lo sviluppo delle pellicole fu interrotto e nel 2010 cessò anche la produzione di stampe su carta, poiché le richieste fotografiche erano esclusivamente per copie digitali. Tuttavia, il laboratorio analogico continua a svolgere un ruolo importante nella ricerca e nei progetti, non solo per favorire la comprensione delle tecniche e dei procedimenti fotografici storici, ma anche per l’analisi degli oggetti fotografici e per interventi di conservazione e restauro.

Presso le stazioni di digitalizzazione i fondi di proprietà del Kunsthistorisches Institut in Florenz (negativi e positivi) vengono scannerizzati o fotografati in digitale, segue la postlavorazione delle immagini.

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