Storia

prima del 1878

L'idea di fondare a Firenze un centro di ricerche storico-artistiche nasce in seno alla cerchia di eruditi che gravita intorno al collezionista Karl Eduard Freiherr von Liphart. Il suo appartamento in via Romana, corredato da raccolte di dipinti, libri, incisioni e antichità, viene utilizzato da studiosi ed eruditi quali Wilhelm von Bode, Adolph Bayersdorfer, Adolf von Hildebrand e Hans von Marées. Il futuro Istituto - prima istituzione tedesca all'estero per lo studio della Storia dell'arte - avrebbe dovuto accogliere una biblioteca specializzata e una collezione di immagini fotografiche.

Barone Karl Eduard von Liphart (1808–1891)

1878

Carl Ruland, futuro direttore del Museo granducale di Weimar, appartenente a questa cerchia, presenta un promemoria al principe ereditario Federico Guglielmo con la proposta di fondare a Firenze un istituto per la giovane disciplina della Storia dell'arte. Tuttavia, il progetto fallisce a causa del mancato sostegno da parte del Ministero delle Finanze.

1888

Nel semestre invernale dell'anno accademico 1888/89 August Schmarsow, professore di Storia dell'arte all’università di Breslavia, tiene i propri corsi in diversi luoghi di Firenze. Al Circolo Filologico a Palazzo Ferroni svolge conferenze sulla scultura italiana, su Masaccio e Masolino, e nel proprio appartamento privato tiene seminari sulla storia della scultura e pittura italiana. Nove studenti partecipano a tali incontri, questi sono: Aby Warburg, Ernst Burmeister, Hermann Ulmann, Max J. Friedländer, Albert Kollmann, Johannes Seger, Max Semrau, August Winkler e Ernst Zimmermann. Schmarsow è considerato il più importante promotore del Kunsthistorisches Institut in Florenz.

August Schmarsow (1853–1936)

1893

Al secondo Kunsthistorischer Kongress a Norimberga viene presa la decisione di fondare un istituto di ricerca "nella località più prestigiosa per gli studi storico-artistici, a Firenze". La guida del comitato direttivo è assunta da Adolph Bayersdorfer (Monaco), August Schmarsow (Lipsia) e Max Georg Zimmermann (Berlino).

Nella rivista Kunstchronik viene pubblicato un appello per la "fondazione di un istituto di Storia dell'arte", sottoscritto da numerosi studiosi in Germania e all'estero. Accanto all'Istituto archeologico di Roma, il nuovo istituto fiorentino vorrebbe rappresentare una "casa per i nuovi studi storico-artistici in Italia". L'obiettivo è quello di creare una biblioteca specializzata e un'ampia raccolta di immagini fotografiche, sotto la guida e amministrazione di un "esperto d'arte di vasta cultura" che possa offrire consulenza ai colleghi e alle giovani leve di studiosi, sostenendoli nelle loro ricerche.

1896

Grazie all'intervento dell'influente Wilhelm von Bode, direttore dei musei statali di Berlino, vengono raccolte cospicue donazioni. Il comitato viene ampliato con la nomina di Wilhelm von Bode, Carl Justi, Franz Xaver Kraus e Henry Thode. Per il posto di direttore, Schmarsow propone Heinrich Brockhaus di Lipsia. Al congresso degli storici dell'arte a Budapest viene annuciata la fondazione dell'istituto e l'elezione del futuro direttore.

Heinrich Brockhaus (1858–1941)

1897

Il 16 novembre viene inaugurato il "Kunsthistorisches Institut", situato provvisoriamente nella stanza più grande dell’appartamento privato di Brockhaus. Successivamente lo spazio sarà ampliato con l'aggiunta di una stanza per gli ospiti. L'istituto viene sostenuto finanziariamente dal governo imperiale e da donatori privati. Sempre nel 1897 appare un volume di studi in onore dell'istituto, a cura di Schmarsow, con contributi sulla storia dell'arte italiana.

Appartamento privato di Heinrich Brockhaus nel viale Principessa Margherita 21 (oggi Viale Spartaco Lavagnini)

1898

Al Kunsthistorischer Kongress di Amsterdam, sotto la presidenza di Franz Xaver Kraus (Friburgo), si costituisce il Verein zur Förderung des Kunsthistorischen Instituts in Florenz, l'associazione per la promozione del Kunsthistorisches Institut. I membri del comitato direttivo del Förderverein, residenti a Firenze, hanno a disposizione un budget annuale di circa 15.000 marchi, formato per un terzo da contributi privati e per due terzi da stanziamenti pubblici. Entro il 1899 vengono catalogati 1.900 volumi e 5.000 immagini fotografiche.

Franz Xaver Kraus (1840–1901)
© Museo „Schöne Stiege“ Riedlingen, www.museum-digital.de

1901

Il 1° gennaio si tiene la prima "Wissenschaftliche Besprechung" in istituto, a cui faranno seguito le conferenze pubbliche che ancora oggi sono prassi del Kunsthistorisches Institut. Tra i compiti principali di Brockhaus vi sono la raccolta delle collezioni, l'organizzazione del lavoro scientifico nella sede dell'Iistituto e la cura dei rapporti con gli studiosi attivi in Italia. Nell'inventariazione e catalogazione delle nuove acquisizioni il direttore viene aiutato dalla moglie Else Brockhaus.

1903

Nel 1903 gli spazi dell'istituto vengono ulteriormente ampliati: viene infatti preso in affitto l'appartamento attiguo (in viale Principessa Margherita 19), con una sala di studio e quattro altre stanze. L'istituto è inoltre in grado di assumere un custode e un bibliotecario, nonché di pagare un assistente. Oltre a dedicarsi alle loro ricerche, gli assistenti ricevono una borsa di studio e lavorano part time per l'istituto. Lo stesso anno, il principe ereditario tedesco, Guglielmo di Prussia, e il principe Eitel Federico di Prussia fanno visita all'istituto, manifestando in tal modo il loro interesse e la loro stima per l'istituzione fiorentina.

1906

Presso l'editore Bruno Cassirer di Berlino appare il primo volume della nuova collana "Italienische Forschungen", che presenta quattro saggi sul Rinascimento italiano. In seguito le "Italienische Forschungen" conterranno soltanto monografie.

1908

In primavera si svolge il primo seminario per insegnanti e direttori delle scuole superiori prussiane, i quali "nel corso della loro vita avrebbero dovuto tenere conferenze sull'Italia senza averla mai conosciuta." Sotto la direzione di Paul Schubring essi dovevano apprendere l'arte del Rinascimento per visione diretta, per poi "utilizzarne in modo fruttuoso" i contenuti artistici, all'interno degli insegnamenti di Tedesco, Storia e Religione. Iniziatore del progetto è Friedrich Althoff, direttore ministeriale nel Ministero dell'Istruzione prussiano.

Appare il primo fascicolo della rivista "Mitteilungen des Kunsthistorischen Institutes in Florenz".

1910

A partire dal 1910 si concretizzano i progetti per la fondazione della Bibliotheca Hertziana a Roma quale ulteriore istituto tedesco all'estero di ricerche storico-artistiche. Paul Fridolin Kehr, direttore dell'Istituto storico prussiano di Roma, propone una direzione comune per i tre istituti (Hertziana, Istituto storico prussiano a Roma e Kunsthistorisches Institut in Florenz).

1912

In qualità di nuovo presidente del Förderverein, il direttore generale dei musei di Berlino, Wilhelm von Bode, definisce nel nuovo statuto del 1913 l'ambito di ricerca dell'istituto, che invece di dedicarsi alla storia dell'arte medievale e moderna avrebbe dovuto focalizzarsi adesso soprattutto sull'arte dell'Italia centrale e settentrionale. Dopo 15 anni di direzione dell'istituto, Brockhaus lascia l'incarico; il suo successore è il direttore del Museo di Weimar, il barone Hans von der Gabelentz-Linsingen, che in un promemoria dichiara, al pari di Bode, la propria opposizione all'ambizioso progetto di Kehr di una direzione comune degli istituti romani e fiorentini.

A causa del rapido accrescimento della collezione di libri e fotografie (8.769 volumi e 26.400 fotografie), il Kunsthistorisches Institut in Florenz viene trasferito per mancanza di spazio in un appartamento al secondo piano di Palazzo Guadagni (Piazza Santo Spirito 9), nel quale, oltre alle stanze dell'istituto, viene preso in affitto un appartamento di servizio per il direttore.

Al piano superiore si trova la Pensione Bandini, in cui sono ospitati numerosi frequentatori dell'istituto, che dalla loggia della pensione possono godere di splendidi scorci della città.

Gli anni che precedono la Prima guerra mondiale trascorrono all'insegna del riassetto dell'istituto, tra cui la disposizione dei volumi secondo ambiti tematici, e l'impiego di un sistema di collocazione alfanumerico valido ancora oggi.

Palazzo Guadagni, ca. 1964, Foto: Ivo Bazzechi

Loggia di Palazzo Guadagni, ca. 1964, Foto: Ivo Bazzechi

Biblioteca a Palazzo Guadagni, ca. 1927–1935

Fototeca a Palazzo Guadagni, prima della Prima guerra mondiale

1915

Quando il direttore von der Gabelentz-Linsingen è richiamato alle armi, viene nominato suo sostituto Kurt Zoege von Manteuffel. Il 16 maggio 1915 l'istituto chiude i battenti "per tutta la durata della Guerra" e viene affidato alla tutela del console svizzero Carlo A. Steinhäuslin. Il Förderverein prosegue tuttavia la propria attività, e le "Mitteilungen" vengono pubblicate a Berlino. Dopo la dichiarazione di guerra dell'Italia alla Germania, il 26 agosto l'istituto viene confiscato e posto sotto la guida del sovrintendente dei musei e delle gallerie fiorentine Giovanni Poggi. Le fotografie e i volumi vengono trasferiti nei locali delle ex Poste centrali, utilizzati come deposito dalla galleria degli Uffizi.

1922

Nel 1922 Wilhelm von Bode conduce le trattative di restituzione presso i ministeri italiani competenti. Si torna a parlare della fusione dei tre istituti tedeschi all'estero. Dato che von Gabelentz-Linsingen deve dimettersi dal suo incarico, avendo combattuto in guerra contro l'Italia, von Bode propone quale suo successore lo svizzero Heinrich Bodmer. Il 10 agosto, grazie a un decreto regio, avviene infine la restituzione dei fondi, con Bodmer come direttore onorario dell'istituto.

1923

Riapertura ufficiale dell'istituto nella sede provvisoria delle vecchie Poste, agli Uffizi. L'inflazione ha pressoché azzerato il patrimonio del Förderverein. Il lungo periodo di chiusura e la guerra hanno ridotto il numero dei membri del Förderverein da 277 a 113, e non è possibile sperare in nuovi finanziamenti statali. I fondi, conservati nei nuovi locali, sono rimasti pressoché intatti. Qui, nel settembre 1923, l'istituto riprende la propria attività regolare con conferenze pubbliche.

Grande sala di studio dell'Istituto negli Uffizi, dopo il 1923

1924

Come richiesto da parte italiana, il nuovo statuto del 1924 prevede la formazione di un comitato direttivo internazionale. Di esso fanno parte per la prima volta membri provenienti da Stoccolma, Napoli, Copenhagen, Firenze, Winterthur, Madrid, Vienna, Roma e dagli Stati Uniti. Bode riesce a sensibilizzare facoltosi privati alla causa del Förderverein, e a procacciare ragguardevoli somme per l'organizzazione e l'ampliamento dell'istituto. Lo stesso anno viene realizzata a Bologna una grande documentazione fotografica dei monumenti barocchi. Tra i collaboratori della fototeca c'è l'ex borsista Ulrich Middeldorf, che fino al 1935, con dedizione instancabile, si occuperà della collezione.

1925

Viene lanciato il progetto "Handbuch der Kirchen von Florenz", un 'manuale delle chiese fiorentine' che possa servire sia come opera critica di consultazione sia come guida ai monumenti. In occasione dell’ottantesimo compleanno di Bode, festeggiato nei locali dell'istituto, viene pubblicato uno scritto di Curt H. Weigelt sulla storia dell'istituto fiorentino. Dal 1925 viene assunto un direttore tecnico della biblioteca, per sanare le ferite causate dalla guerra. Viene inoltre realizzato un catalogo alfabetico e topografico della fototeca. A partire dall'inverno 1926 si svolgono conferenze scientifiche a cui prendono parte storici dell'arte di diverse nazioni.

1927

L'istituto torna nei locali di Palazzo Guadagni, in cui adesso sono a disposizione degli utenti della biblioteca e della fototeca 34 postazioni di studio. Durante l'inaugurazione, il 15 ottobre, Aby Warburg, uno tra i più meritori sostenitori dell'istituto, pronuncia le seguenti parole:

"L'Istituto non è uno strumento di possesso, ma uno strumento musicale: chiunque ne sia capace lo può suonare, ricordandosi di aver cura, nella ininterrotta sinfonia degli addii che è la vita, di lasciare in eredità al suo successore questo strumento nelle condizioni migliori."

Lo stesso anno, un cambio alla direzione dell'istituto provoca un certo scalpore. Conflitti interni, soprattutto con l'assistente Weigel, spingono il presidente del Förderverein, Bode, a non rinnovare il contratto di direttore a Bodmer. Tuttavia, il successore di Bode, Wilhelm Waetzold (1880–1943), direttore generale dei Musei di Berlino, riassegna l'incarico a Bodmer.

Sala di studio della Biblioteca con possibilità di proiezioni a Palazzo Guadagni, dopo il 1927

Aby Warburg (1866–1929)

1932

A Bodmer succede Arthur Haseloff (1872–1955), professore a Kiel. A causa della crisi dell'economia mondiale gli stipendi devono essere ridotti e l'istituto registra ingenti perdite finanziarie. Haseloff sposta il fulcro delle attività di ricerca dell'istituto sull'"arte tedesca" e organizza visite di esposizioni fasciste a Roma e di opere tedesche in Italia. Haseloff simpatizza con il gruppo locale della NSDAP, il Partito nazista tedesco, e tesse intrighi contro Moritz Hellweg, il console tedesco a Firenze. A causa della legge nazista sul "rinnovo dell'Amministrazione pubblica", Wilhelm Waetzold perde il posto di direttore generale dei musei berlinesi, e di conseguenza non è più presidente del Förderverein. Il suo incarico sarà ricoperto a partire dal 1937 da Heinrich Zimmermann, direttore del Kaiser-Friedrich-Museum.

1935

Il successore di Haseloff a Firenze è Friedrich Kriegbaum (1901-1943) che in precedenza aveva lavorato nell'istituto con una borsa di studio della Notgemeinschaft der Deutschen Wissenschaft, un'organizzazione di sostegno alla ricerca scientifico-accademica. Kriegbaum cerca di preservare il Kunsthistorisches Institut dall'invadenza dello Stato nazionalsocialista. Tuttavia, anche Kriegbaum si adegua alle direttive superiori, ad esempio focalizzando le attività di ricerca dell'istituto sull'arte tedesca in Italia e sui rapporti italo-tedeschi.

1936

I vertici del Förderverein sono occupati quasi esclusivamente da personale politico proveniente da Berlino, fatto che permette il controllo dell'istituto da parte della NSDAP e l'affermazione al suo interno degli obiettivi ideologici del partito nazionalsocialista. I vecchi membri del comitato direttivo vengono trasferiti in un nuovo consiglio appositamente creato. Il direttore dell'istituto viene nominato dalla presidenza e non più eletto dal comitato. Nel 1938 vengono escluse le "persone non ariane". Dopo il 1940 non appaiono più i resoconti annuali del Förderverein. Il numero di soci del Förderverein scende a 108.

1938

Il 9 maggio il direttore dell’istituto, Kriegbaum, e Marino Lazzari, direttore generale "delle Antichità e Belle Arti", guidano Mussolini e Hitler attraverso le collezioni di Palazzo Pitti, il Corridoio Vasariano e Ponte Vecchio, fino alle Gallerie degli Uffizi. Alla visita dei due capi di stato fascisti a Firenze fa seguito un"ondata di arresti che colpisce anche Hans Purrmann, direttore di Villa Romana. Molti degli intellettuali ebrei che fino a questo momento avevano vissuto in Italia indisturbati cercano adesso di emigrare. L'istituto partecipa alle misure di salvaguardia del "patrimonio artistico nazionale", promosse da Mussolini, contro gli attacchi aerei degli alleati.

1939

L'istituto assegna per la prima volta la "medaglia Bode", realizzata da Adolf von Hildebrand, premiando Luigi Vittorio Fossati Bellani per l'impegno profuso a favore della fototeca. Le pressioni sull'istituto da parte dell'organizzazione estera della NSDAP sono sempre più forti. Direttore, collaboratori e borsisti devono dimostrare la propria appartenenza al partito.

1943

Il 25 settembre Firenze viene bombardata per la prima volta dall'aviazione britannica. Durante i bombardamenti Kriegbaum perde la vita. Firenze lo celebrerà assegnandogli la cittadinanza onoraria post mortem. Il suo successore è Ludwig Heinrich Heydenreich (1903–1978). La presidenza berlinese del Förderverein richiede che i fondi dell'istituto vengano trasferiti in Germania.

Ludwig Heinrich Heydenreich (1903–1978)

© Zentralinstitut für Kunstgeschichte, Monaco

1944

Il 27 gennaio l'istituto a Palazzo Guadagni viene chiuso. Il 20 febbraio un treno speciale trasporta 700 casse con libri e foto nella miniera di salgemma di Kochendorf, presso Heilbronn. In quanto collaboratore onorario dell'ufficio militare tedesco per la tutela delle opere d'arte, Heydenreich porta avanti le attività dell'istituto. Assieme alle autorità italiane preposte alla salvaguardia dei monumenti partecipa a identificare e contrassegnare edifici storici a Firenze, Siena e Pisa per impedirne una loro occupazione militare. Le opere d'arte distrutte durante la guerra vengono documentate. Tuttavia, le attività dell’ente tedesco per la tutela dei monumenti favoriscono anche il trafugamento di opere da parte dei nazisti. Quando Hermann Göring tenta di depredare la collezione di Bernard Berenson alla Villa I Tatti, Heydenreich cerca di impedirlo.

1945

I fondi fiorentini dell'istituto vengono trasportati da Kochendorf al Central Collecting Point a Offenbach. Il ritorno in Italia del Deutsches Historisches Institut, della Bibliotheca Hertziana e del Deutsches Archäologisches Institut dovrà avvenire attraverso l'"Unione Internazionale degli Istituti di Archeologia, Storia e di Storia dell‘arte di Roma" appositamente costituita a tal fine.

1947

Grazie ai finanziamenti UNESCO, i fondi di Palazzo Guadagni vengono di nuovo resi accessibili in agosto sotto il nome di "Biblioteca Internazionale d'Arte". L'"Unione" auspica la cessione dei fondi allo Stato italiano e una loro amministrazione attraverso un comitato internazionale, ma questi progetti falliscono.

1950

A partire dal 1950 circolano piani concreti per una rinnovata partecipazione tedesca al Kunsthistorisches Institut in Florenz. Un anno dopo il Förderverein si ricostituisce con sede a Monaco. La direzione è assunta da Ludwig Heydenreich, che nel frattempo è direttore del Zentralinstitut für Kunstgeschichte di Monaco. Benedetto Croce caldeggia l'amministrazione dell'istituto da parte di autorità tedesche.

1953

Il 27 febbraio il Cancelliere Konrad Adenauer e il Presidente del consiglio Alcide de Gasperi si accordano per la riapertura ufficiale degli istituti in Italia sotto direzione tedesca. Il governo tedesco si impegna a sostenere finanziariamente l’istituto fiorentino: i contributi finanziari dovranno provenire in un primo momento dal Ministero degli Interni, e successivamente dal Ministero dell'Università e Ricerca.

Il 30 aprile avviene la restituzione dell'istituto alla presidenza del Förderverein. Superate le iniziali difficoltà finanziarie, dopo alcuni anni l'associazione riesce a sostenere di nuovo il 12% del bilancio complessivo. Al direttore ad interim Jahier viene conferita la Croce al merito (Bundesverdienstkreuz) per l'impegno profuso a favore della biblioteca.

Nel 1953 ha luogo la solenne riapertura dell'istituto con una cerimonia in onore di Friedrich Kriegbaum. Ulrich Middeldorf (1901–1983), emigrato a Chicago nel 1935, diventa nuovo direttore.

Grazie ai contatti internazionali di Middeldorf l'istituto diventa presto un luogo d'incontro di studiosi di molti paesi e stringe legami con numerose istituzioni in tutto il mondo. Dei collaboratori di Middeldorf fanno parte due assistenti, una bibliotecaria, una fototecaria, diversi ausiliari, una segretaria e un inserviente. Anche i borsisti offrono a volte il loro contributo ai lavori dell'istituto.

Middeldorf fa ripartire corsi regolari e accresce i fondi della biblioteca grazie anche a importanti acquisizioni, come quella della biblioteca privata dell'architetto del Duomo, il fiorentino Castellucci, e dell'architetto Cappugi.

Ulrich Middeldorf (1901–1983)

1961

A causa della mancanza di spazio, la fondazione Fritz Thyssen acquista Palazzo Capponi Incontri in via Giuseppe Giusti 44, della famiglia del marchese Attilio Incontri, e lo cede al Verein come futura sede dell'istituto. Il Palazzo era stato di proprietà dello storico, uomo di stato e filantropo Gino Capponi.

Palazzo Capponi-Incontri, 1964

1964

Tre anni dopo l'istituto viene trasferito da Palazzo Guadagni nella nuova sede, ristrutturata e arredata grazie ai contributi della fondazione Thyssen e del Ministero degli Interni tedesco. La nuova sede si trova nell'antico quartiere degli artisti di Firenze, nel quale erano le abitazioni di del Sarto, Sangallo, Pontormo, Zuccari, Cellini, Giambologna, vicino all'università e alla vecchia Accademia del Disegno. Il 10 febbraio l'istituto viene aperto ai visitatori; il 16 maggio si svolge a Palazzo Vecchio la cerimonia ufficiale di apertura. L'Istituto partecipa in modo crescente all'organizzazione di mostre. Il numero annuale di utenti sale a 5.600.

Sala di lettura nel Palazzo Capponi-Incontri, 1964

1966

Nel 1966 l'istituto ospita il primo Fellow della Samuel H. Kress Foundation e lo stesso anno vengono iniziati i lavori al "Corpus of Florentine Painting".

Il 4 novembre 1966 Firenze registra l'alluvione più disastrosa della propria storia. Anche l'istituto è duramente colpito: il fango, i liquami delle fognature e l'olio delle caldaie trasportati dall'alluvione non danneggiano soltanto l'edificio ma anche una parte del patrimonio librario e dell’inventario. Sebbene il vicedirettore von Erffa riesca a mettere al sicuro gran parte dei preziosi fondi della biblioteca, dopo l'alluvione circa diecimila volumi necessitano di restauri, i mobili sono ridotti in uno stato deplorevole e molti altri oggetti sono andati definitivamente perduti. I lavori di restauro continuano fino alla fine del mandato di Middeldorf, nel 1968.

Sala delle riviste di Palazzo Capponi-Incontri inondata,
4 novembre 1966

1970

A Middeldorf subentra Herbert Keutner (1916–2003) della Technische Hochschule di Aquisgrana. Nel 1970 l'assemblea dei soci delibera la statalizzazione dell'istituto. Avviene così la trasformazione in un "ente federale" nella sfera di competenza del Ministero dell'Istruzione e della Ricerca.

Il Förderverein e la Repubblica Federale Tedesca stipulano un contratto sui generis che distingue il vecchio patrimonio dell'istituto dal nuovo. Il vecchio Förderverein lavora adesso esclusivamente come ente di sostegno all'istituto, con il nome di "Verein zur Förderung des Kunsthistorischen Instituts in Florenz". Il Förderverein resta proprietario dell'edificio e del patrimonio bibliotecario e fotografico, ed è inoltre rappresentato nel consiglio direttivo. Dell'amministrazione è responsabile il Ministero, attraverso un tecnico inviato in loco. Nasce "l'Archivio dell'arte italiana del XX secolo", parallelamente alle acquisizioni bibliografiche sull'arte italiana del XIX e del XX secolo, finanziate dalla Deutsche Forschungsgemeinschaft (DFG).

Nel 1970 si contano 18.000 visite all'anno, un numero al limite delle capacità dell'istituto. Grazie alla mediazione del tesoriere Alexander Kreuter, nel 1972 si rende possibile, attraverso la Stiftung Volkswagenwerk, l'acquisto di Casa Rosselli (in via G. Giusti 38-40), attigua a Palazzo Capponi-Incontri. Il palazzo era stato fino ai tardi anni '40 l'abitazione della famiglia Rosselli. I due fratelli Carlo (1899–1937) e Nello (1900–1937) lottarono nella resistenza antifascista in Italia e il 9 giugno 1937 furono trucidati a Bagnoles de l'Orme (Normandia) da un commando appositamente incaricato da Mussolini. Sulla facciata dell'istituto si trova oggi una targa commemorativa in loro ricordo.

Casa Rosselli, lato giardino 1972

1974

A partire dal 1974 l'istituto lavora all'ambizioso progetto di ricerca "Die Kirchen von Siena".

1980/81

Sotto il direttore Gerhard Ewald (1927–1997), vicedirettore della Staatsgalerie di Stoccarda, l'istituto entra nella sfera di competenza del Ministero per la Ricerca e la Tecnologia. Durante il suo incarico vengono editi i documenti relativi al cantiere del Duomo di Firenze e viene lanciato il progetto di ricerca sugli autoritratti di artisti negli Uffizi. A causa di importanti lavori di restauro l'istituto resta chiuso dal 1981 fino all'estate del 1982. L'ingresso viene completamente rifatto e viene creata una nuova sala di lettura per le riviste, mentre la sala conferenze è trasferita a Casa Rosselli.

Nel 1986 l'istituto contribuisce con congressi e pubblicazioni alla grande esposizione dedicata a Donatello.

1987

Su iniziativa di Detlef Heikamp, Max Seidel, Herbert Beck, Ralph P. Odendall e Mario Piccinini vengono avviate le procedure per l'acquisto di Casa del Sarto-Zuccari, già abitazione di Andrea del Sarto e successivamente di Federico Zuccari, che la decorò con un ricco ciclo di affreschi. Nel 1988 l'edificio viene ceduto al Förderverein attraverso la Deutsche Bank AG, che rende finanziariamente possibile l'acquisto, grazie soprattutto all'impegno del presidente onorario Hermann J. Abs.

Casa Zuccari, 1988

1993

A Ewald succede Max Seidel (*1940), professore ordinario ad Heidelberg e responsabile, assieme a Peter A. Riedl, del progetto "Die Kirchen von Siena". Sotto la sua direzione l'istituto viene ulteriormente ampliato.

1994

Le biblioteche della Hertziana a Roma, del Zentralinstitut für Kunstgeschichte a Monaco e del Kunsthistorisches Institut in Florenz decidono la fondazione di un'associazione per una comune catalogazione bibliografica informatizzata, assieme alla creazione di una rete comune e di una banca dati elettronica.

L'istituto incarica il conte Mortimer Maltzan della creazione di un progetto di restauro per Casa Zuccari, che verrà poi realizzato dal 1996 al 2004 grazie al sostegno di sponsor italiani.

Sala rivolta al giardino a piano terra di Casa Zuccari, 1988

Soffitto della sala rivolta al giardino a piano terra di Casa Zuccari, 1988

1997

Viene festeggiato il centenario della fondazione del Kunsthistorisches Institut in Florenz con diversi convegni scientifici. In occasione di questo anniversario l'istituto riceve la visita del Presidente della Repubblica Federale Roman Herzog.

2000

Il Ministero tedesco per l'Istruzione e la Ricerca propone al presidente della Max-Planck-Gesellschaft di assorbire il Kunsthistorisches Institut in Florenz all'interno della società. Sia il comitato di consulenza che il Förderverein approvano espressamente questa opzione.

2002

La Max-Planck-Gesellschaft si assume la responsabilità economica e gestionale dell'istituto. L'atto ufficiale di questo passaggio ha luogo il 3 giugno con una cerimonia nell'Aula Magna dell'Università di Firenze. Viene istituito un consiglio di esperti, di cui è eletta presidente Elizabeth Cropper, direttrice del CASVA, Washington DC. Dal 2004 si svolgono periodiche valutazioni delle attività dell'istituto, in un primo momento a intervalli di 2 anni, e successivamente di 3.

2003/06

Come nuovi direttori vengono nominati nel 2003 Gerhard Wolf, professore all'Università di Treviri, e nel 2006 Alessandro Nova, professore all'Università di Francoforte e direttore del Zentrum zur Erforschung der Frühen Neuzeit (Renaissance Institut), a Francoforte sul Meno.

All'interno della Max-Planck-Gesellschaft e sotto la doppia direzione operativa, il Kunsthistorisches Institut in Florenz diventa un luogo di studio internazionale che prende parte attivamente ai dibattiti fondamentali della Storia dell'arte.

2005

Dopo il restauro, Casa Zuccari viene inaugurata con una cerimonia ufficiale. Max Seidel è nominato cittadino onorario di Firenze.

2006/07

Con l'istituzione di diversi progetti di ricerca vengono rilevati i format di promozione e sostegno della Max-Planck-Gesellschaft: 2006–2011 Gruppo di ricerca Max-Planck "Das wissende Bild. Epistemologische Grundlagen profaner Bildlichkeit vom 15.–19. Jh." (Michael Thimann), 2007–2012 Gruppo di ricerca Minerva "Kunst und die Kultivierung der Natur" (Hannah Baader). Avinoam Shalem diventa Max-Planck-Fellow con il progetto "Crossing Boundaries, Creating Images: the Prophet Muhammad in Literary and Visual Traditions" (fino al 2015).

2008

Inizia il risanamento di Palazzo Capponi Incontri e di Casa Rosselli. Entro il 2013 l'intero complesso di edifici in via Giuseppe Giusti viene adeguato ai nuovi standard di salvaguardia e conservazione.

2009

Nel mese di dicembre, nell'ambito dei lavori di risanamento, la fototeca trova nuova ubicazione a a Palazzo Grifoni Budini Gattai, in Piazza Santissima Annunziata. Viene lanciato il progetto "Art, Space and Mobility in the Early Ages of Globalization", finanziato dalla Getty Foundation.

Palazzo Grifoni Budini Gattai, 2009

2010

In cooperazione con gli Staatliche Museen zu Berlin viene avviato il progetto di ricerca e promozione "Connetting Art Histories in the Museum. The Mediterranean and Asia". Assieme alla Freie Universität di Berlino viene istituita una cattedra per giovani professori dedicata all’arte italiana della prima età moderna (Wolf-Dietrich Löhr).

2011

Come nuovo gruppo di ricerca Max Planck viene istituito il progetto "Objects in the Contact Zone – The Cross-Cultural Lives of Things" (Eva-Maria Troelenberg).

2012

Horst Bredekamp, professore alla Humboldt-Universität di Berlino diventa il nuovo presidente del consiglio di esperti.

2014

Viene lanciato il nuovo gruppo di ricerca Minerva "Nomos der Bilder: Manifestation und Ikonologie des Rechts" (Carolin Behrmann).

L'istituto partecipa alla grande esposizione "Florenz!", presentata nella Bundeskunsthalle a Bonn.

2015

Viene pubblicato l'ultimo volume a stampa della "Edition Giorgio Vasari", che appare dal 2004 presso l'editore Klaus Wagenbach. L'edizione viene proseguita in forma digitale.

Edizione completa della "Edition Giorgio Vasari"

2017

Il 12 dicembre l’istituto festeggia il centoventesimo anniversario della sua fondazione.

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