La rivoluzione silenziosa dell'"Apelle del Granduca". Jacopo Ligozzi ritrattista di piante

Workshop

Organizzato da Marzia Faietti

Le immagini naturalistiche di Jacopo Ligozzi sono state spesso avvicinate alla restituzione accurata del microcosmo vegetale e animale da parte dei pittori nordici, quando non interpretate come anticipi dello sperimentalismo galileiano. In realtà, Ligozzi si avvalse della tecnica tradizionale del minio, sottoposta a un'originale innovazione, per restituirci tavole singole piuttosto che illustrazioni naturalistiche seriali. Intendeva egli infatti affermare l'autonomia della ricerca artistica rispetto a quella scientifica, e ciò indipendentemente dalle sue frequentazioni di scienziati e naturalisti, tra cui Ulisse Aldrovandi.

Con i suoi "ritratti" di piante e animali Ligozzi si ripromise dunque di estendere il genere pittorico della ritrattistica dagli esseri umani al mondo animale e vegetale, piuttosto che limitarsi a "contraffare" la natura nel ritrarre dal vivo animali e piante. Le "cose di natura" guadagnarono così una posizione di tutto rispetto nell'ambito delle specializzazioni dell'artista di corte.

Per quanto destinata a rimanere sulla carta, o meglio sulle carte, e confinata in una cerchia ristretta di amatori e collezionisti, la rivoluzione dell'artista veronese fu radicale. Ne sono una riprova soprattutto i celebrati "ritratti" di piante. Basti pensare alle raccomandazioni di Francisco Pacheco nell'"Arte de la Pintura" (1649), secondo cui i grandi pittori possono inserire le nature morte nei dipinti ma devono dedicare la massima cura a ciò che è vivente, animali e figure; o ancora alle considerazioni espresse da André Félibien (1666), per il quale quanti dipingono gli animali viventi sono più degni di stima di coloro che si dedicano alle cose morte e senza movimento. Ma è proprio questo il punto: per Ligozzi le piante sono dotate di una loro vita autonoma e di un dinamismo evolutivo che le accomuna a esseri viventi di altre specie, ad esempio alle farfalle o ai bruchi il cui ciclo vitale trova parallelismi con quello dei vegetali ai quali essi vengono talora accostati dall'artista.

Didascalia

Jacopo Ligozzi, Euphorbia (Euphorbia dendroides L.), Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, inv. 1956 O

Hinweis

Diese Veranstaltung wird durch Fotografien und/oder Videoaufnahmen dokumentiert. Falls es nicht Ihre Zustimmung findet, dass das Kunsthistorische Institut in Florenz Aufnahmen, auf denen Sie erkennbar abgebildet sein könnten, für die Veranstaltungsdokumentation und Öffentlichkeitsarbeit (z.B. Social Media) verwendet, bitten wir um eine entsprechende Rückmeldung.

Kunsthistorisches Institut in Florenz - Max-Planck-Institut
Palazzo Grifoni Budini Gattai
Via dei Servi 51
50122 Firenze

Newsletter

Unser Newsletter informiert Sie kostenlos über Veranstaltungen, Ausschreibungen, Ausstellungen und Neuerscheinungen des Kunsthistorischen Instituts in Florenz.

Wenn Sie unseren Newsletter beziehen möchten, tragen Sie bitte Ihren Namen und Ihre E-Mail-Adresse ein:

*Pflichtfeld

Hinweise zum Versandverfahren

Der Versand der Newsletter erfolgt mittels MailChimp, bei dem Ihre E-Mail-Adresse und Ihr Name zum Versand der Newsletter gespeichert werden.

Nach Ausfüllen des Formulars erhalten Sie eine sog. Double-Opt-In-E-Mail, in der Sie um Bestätigung der Anmeldung gebeten werden. Sie können dem Empfang der Newsletter jederzeit widersprechen (sog. Opt-Out). Einen Abmeldelink finden Sie in jedem Newsletter oder der Double-Opt-In-E-Mail.

Ausführliche Informationen zum Versandverfahren sowie zu Ihren Widerrufsmöglichkeiten erhalten Sie in unserer Datenschutzhinweis.