Architectura Picta. The Representation of Architecture in Painting (1300 - 1600)

Internationale Tagung / Convegno internazionale

A cooperation between the Kunsthistorisches Institut in Florenz and the École Pratique des Hautes Études (Paris) organized by Sabine Frommel and Gerhard Wolf

This conference is dedicated to the representations of architecture in both painting and drawing. It has been organized around an interdisciplinary topic and developed in the context of European scholarship, embracing a wide spectrum of topics spanning from the metaphorical significance of architectural monuments, encompassing both ruins and buildings in progress to the actual pictorial modes with which architectural spaces are evoked, bearing in mind processes such as fragmentation, transmutation and codification, as well as stylistic elements like the emulation of plasticity and chiaroscuro. Central themes in this discussion will be the migration of artistic formulas and ideas, how these ideas circulated, and the artistic dialogue between "North and South".

Since antiquity the art of building has been tightly linked to other arts - painting, drawing, relief sculpture, literature and music - which afforded artists a broad spectrum of complimentary and interrelated experiences. At the same time, architectural projects offered to the other arts not only artistic models but also theoretical concepts and structures. In some cases it was precisely painted architecture that anticipated the advent of new architectural formulae. Painted architecture can also underline recent artistic and technical developments, or provide a variety of solutions to theoretical problems, such as historical reconstructions or elaborate architecture that is genuinely produced by artistic phantasy, freed from any real technical constraints. The way in which painters represent buildings, interiors or urban spaces unveils not only the artist’s personal perceptions and interpretations of the physical environment but also that of his cultural 'milieu'.

Adopting an approach that is both synchronic and diachronic, this conference seeks to analyze fluid exchanges between the history of architecture and the visual arts between 1300 and 1600. Giotto was the pioneer in reviving certain antique models in his paintings, prefiguring the artistic approach of the Renaissance. With his treatises 'On Painting and On the Art of Building', Leon Battista Alberti offered new points of reference and stimulated a variety of experiences, for example with his provocative suggestion that architectural elements are the invention of painters, or his distinction between architectural drawing and drawings for the visual arts. Generally, the principal experimenters of the fifteenth century - Alberti, Donatello, Mantenga, Piero della Francesca, Perugino, Botticelli, Pinturicchio, Francesco di Giorgio - sought to find new solutions using painted architecture to assimilate ancient paradigms into modern aesthetic principles. The invention of pictorial perspective made particular use of "architectura picta", creating space for the painted 'Historia', which on the one hand relies on the study of architecture and on the other hand consists in the elaboration of the rhetorical and narrative function of architectural "bodies" within the pictorial field. Architectural elements such as cornices establish the boundary between the painted world and the realm of viewer, effectively rendering the painted field a window, a proscenium or a tapestry. Moreover, the relationship between the human figure and architecture became a fundamental 'topos' of Renaissance art.

Rome in the early sixteenth century was a veritable laboratory of painted architecture, and from its examples were derived the models that became touchstones for later generations. Raphael and his followers enriched and multiplied classical architectural prototypes by interpreting and drawing them with increasing philological rigor. Beginning in the 1530s there was a codification of architectural language due to the circulation of engravings as well as architectural treatises. Of primary importance here was Sebastiano Serlio’s treatise, the 'Quarto e Terzo libro' (1537 and 1540, respectively), which were a touchstone not only in the parts of Italy that had not yet experienced the revival of classical architecture, but also in other European countries. At the same time, there were also a number of artists - here one need only think of Pirro Ligorio, Titian or Tintoretto - who continued expanding the repertoire of painted architecture, continued to reinvent models and elaborate new modes of representation.

In the context of a debate that seeks to consider both micro-history as well as changes over the 'longue durée', encouraging multiple viewpoints ought to promote a broadening of disciplinary boundaries. Similarly, the conference seeks to incite revisions of the periodization of the history of art and the creative dynamics between artistic genres as well as to develop a more accurate and nuanced understanding of the mutations and interrelations of artistic languages.

Architectura Picta. La rappresentazione dell'architettura nella pittura (1300 - 1600)

Una cooperazione tra il Kunsthistorisches Institut in Florenz e l'École Pratique des Hautes Études (Parigi) a cura di Sabine Frommel e Gerhard Wolf

Articolato intorno a problematiche interdisciplinari sviluppate in un contesto di studi europei, questo incontro è dedicato alle raffigurazioni architettoniche nella pittura e nel disegno. La riflessione abbraccia un ampio 'spectrum' che va dalla dimensione metaforica di monumenti, ruderi e cantieri fino ai modi e agli stili pittorici stessi in cui l'architettura e lo spazio vennero evocati, tenendo conto dei processi di frammentazione, trasmutazione o codificazione fino agli effetti plastici e chiaroscurali. La migrazione di formule e concetti, il dialogo "nord-sud" e le vie di circolazione giocheranno un ruolo centrale in questo dibattito.

Fin dall'antichità l'arte di costruire è stata strettamente legata agli altri generi artistici -la pittura, il disegno, il basso-rilievo, la letteratura, la musica- che hanno offerto ai maestri un ricco ventaglio di esperienze trasversali e complementari. Ma, al contempo, edifici e progetti architettonici hanno messo a disposizione degli altri generi artistici modelli, concetti teorici e strutture. In alcuni casi è stata proprio l''architectura picta' ad anticipare l'istaurarsi di nuove formule.

Ma essa ha anche la capacità di esaltare le acquisizioni più recenti, al livello sia artistico che tecnico, o di proporre diverse interpretazioni delle istanze teoriche, in veste di ricostruzioni storiche, oppure di elaborare vere e proprie fantasie architettoniche, libere da ogni considerazione tecnica. Il modo in cui i pittori rappresentano edifici, interni o spazi urbani svela la percezione e l'interpretazione dell''entourage' fisico da parte dell'artista e anche della società alla quale egli appartiene.

Adottando in questa cornice un approccio sia sincronico che diacronico, il convegno vuole analizzare i rapporti osmotici tra la storia dell'architettura e delle arti figurative tra il 1300 e il 1600. Giotto è stato il pioniere e in alcune rappresentazioni resuscita modelli antichi, prefigurando l'approccio artistico del Rinascimento. Con i trattati 'De Pictura e De Re Aedificatoria', Leon Battista Alberti ha offerto nuovi riferimenti, stimolando esperienze eterogenee, per esempio con la sua provocatoria tesi che gli elementi architettonici siano invenzioni dei pittori o con la sua distinzione tra il disegno architettonico e quello pittorico. In linea di massima i protagonisti del XV secolo che sperimentano nuove soluzioni/invenzioni tramite l'architettura dipinta -Alberti, Donatello, Mantenga, Piero della Francesca, Perugino, Botticelli, Pinturicchio, Francesco di Giorgio- assimilano i paradigmi dell'antico ai principi estetici moderni. L'invenzione della prospettiva si serve particolarmente dell''architettura picta', creando uno spazio per la "historia", che da un lato si nutre dello studio dell’architettura e dall’altro consiste nell’elaborazione della funzione retorica o narrativa dei corpi architettonici nel campo pittorico (con le sue cornici, che si presentano come un’interfaccia con le realtà esterne, rendendo l'immagine di una finestra, un palcoscenico o un arazzo). Inoltre il rapporto tra corpo umano e architettura, diventa un 'topos' fondamentale del Rinascimento.

A Roma il primo Cinquecento costituisce un vero "laboratorio" per l'architettura dipinta, da cui sono derivati i modelli che divennero oggetto di affinamenti e di esportazione. Raffaello e i suoi seguaci arricchiscono e moltiplicano i prototipi architettonici classici, disegnati e interpretati con crescente rigore filologico. A partire degli anni Trenta, grazie alla circolazione delle incisioni e dei trattati d'architettura, prende atto una codificazione del linguaggio architettonico. Tra i primi mediatori è il trattato di Sebastiano Serlio; il 'Quarto e Terzo libro' (1537 e 1540) esercitano un influsso fondamentale, non solo nelle regioni italiane ancora non raggiunte dal respiro classico, ma anche in altri paesi europei. Allo stesso tempo non mancano artisti, basti pensare a Pirro Ligorio, Tiziano o Tintoretto, che continuano ad allargare il repertorio, a re-inventare modelli e a mettere a punto nuovi modi di rappresentazione.

La moltiplicazione dei punti di vista, in seno a un dibattito che vuole prendere in considerazione sia la micro-storia che le mutazioni a lungo termine, deve sfociare in un allargamento dei limiti disciplinari, in uno sguardo incrociato, mirando a una revisione della periodizzazione della storia dell'arte e all'individuazione di dinamiche creative tra i generi artistici e a una visione, più acuta e sfumata, delle mutazioni e interrelazioni dei linguaggi delle arti.

INHA - Institut national d'histoire de l'art
Galerie Colbert
2, rue Vivienne ou 6, rue des Petits Champs
75002 Paris
Susanne Pollack M.A.  
Telefon:+39 055 24911-73
E-Mail:pollack@...
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