Das Gnadenbild der 'Santissima Annunziata' in Florenz Verehrung - Verbreitung - Verwandlung

Studientage / Giornate di studio, Organisation: Heiko Damm, Sabine Hoffmann, Alessandro Nova

Zu den berühmtesten und wirkungsmächtigsten Gnadenbildern im frühneuzeitlichen Europa zählt zweifellos das wohl um 1360 entstandene Fresko der 'Santissima Annunziata' an der Eingangswand der gleichnamigen Florentiner Servitenkirche. Ihren besonderen Status verdankt diese Verkündigungsdarstellung jener Legende von der überirdischen Mitwirkung an ihrer Vollendung, mit der die fortdauernde Wundertätigkeit des Bildes einsetzt. Die zahlreichen Votivgaben und Stiftungen rings um das Bild bezeugen seine Popularität und intensive Verehrung ebenso wie seine Instrumentalisierung durch die lokalen und überregionalen Eliten, nicht zuletzt durch die herrschenden Medici. Reproduktionen und Nachempfindungen der ‚Annunziata’ fanden in ganz Europa Verbreitung. Für das Selbstverständnis des Ordens der "Servi di Maria", der eigenen Tradition zufolge 1233 von sieben Florentiner Kaufleuten zu Ehren der Gottesmutter gegründet, war das Verkündigungsfresko von zentraler Bedeutung, konnte das Wunder der Bildentstehung doch legitimatorisch auf die eigenen Ursprünge bezogen werden. Eine besondere Rolle spielt in diesem Zusammenhang der Servitengelehrte Fra Arcangelo Giani (1552-1623). Als offizieller Chronist seines Ordens setzte er sich unter Berücksichtigung verschiedenster Quellen in mehreren hagiographischen und historiographischen Schriften mit dem Bild und seiner Entstehung auseinander. Folgenreich wurden seine Reflexionen für die beiden von ihm konzipierten narrativen Bildzyklen in den Servitenkonventen von Florenz und Pistoia, wo das jeweils effektvoll in Szene gesetzte Schlüsselereignis der Enthüllung des Gnadenbildes sowohl der Historisierung als auch der Perpetuierung des Wunders dient.

Im Rahmen der Tagung soll die Wahrnehmung und Beurteilung der ‚Santissima Annunziata’ durch Kleriker und Laien, Reisende, Gelehrte, Künstler usw. untersucht werden. Im Zentrum des Interesses stehen dabei nicht die bereits eingehend erforschten Epiphänomene der Kultpraxis, sondern - mit der Fokussierung auf die Zeit der ersten Großherzöge - das verehrte Bild selbst. Denn im ausgehenden 16. Jahrhundert erreichen der Bildkult und seine Verbreitung eine neue Qualität. Herrschte früher ein striktes Kopierverbot, so wird das Gnadenbild nun in unterschiedlichsten Medien adaptiert und transformiert: Als exakte Ölkopie von bedeutenden Künstlern wie Alessandro Allori, aber auch in der Miniatur, Druckgraphik, Medaillenkunst und Skulptur, als Fresko in Privatkapellen ebenso wie im öffentlichen Raum. Es gelangt bis nach Spanien, Deutschland und Polen und wird in theologischen Traktaten sowie in der Kunstliteratur (etwa bei Gabriele Paleotti und Francesco Bocchi) gewürdigt.

In einer ersten Sektion soll die bisher nur ansatzweise erfolgte kunsthistorische Verortung des trecentesken Gnadenbildes versucht werden. Im Blickpunkt stehen dabei seine Ortsgebundenheit, außergewöhnliche Größe und innovative Bildgestaltung, ferner die Frage nach dem Entstehungskontext und nach der Frühgeschichte des 'Annunziata'-Kultes sowie nach Form und Funktion der zeitgenössischen Verkündigungsdarstellungen, wobei schließlich auch Probleme der Datierung und Autorschaft neu diskutiert werden sollen.

Weitere Sektionen sollen die vielfältigen Aspekte der Rezeption in den Jahrzehnten um 1600 in konzentrierten Fallstudien genauer beleuchten. Leitend sind dabei die Fragen

• nach der Ausdifferenzierung von ordensinterner und laikaler Kultpraxis, dem Verhältnis von Privatdevotion und staatlicher Indienstnahme

• nach der Einbindung ins städtische Ritual und in die Selbstdarstellung der Medici-Familie

• nach der Inszenierung des Bildes im Kirchenraum und dessen kultbedingter Transformation sowie nach der Ausstrahlung in verschiedene Bereiche des öffentlichen Raums

• nach der wechselseitigen Bedingung von Zugangsrestriktion und Wirkungssteigerung, von Verhüllung des Originals und Allgegenwart der Kopien

• nach der Propagierung der Gnadenwirkung in bildlichen Mirakeldarstellungen und deren Verhältnis zur fortdauernden Ex-Voto-Praxis

• nach der zeitgenössischen Wahrnehmung des Bildes sowie nach seiner semantischen und ästhetischen Aufladung etwa in homiletischen und periegetischen Texten

• nach der medialen Vielfalt der Bildreproduktion zwischen Exklusivitätsanspruch und allgemeiner Verfügbarkeit

Abschließend soll diskutiert werden, inwiefern die Favorisierung der 'Santissima Annunziata' als überzeitliches Leitbild womöglich auch in ästhetischer Hinsicht eine Alternative zu dem gerade etablierten kunsthistorischen Entwicklungsmodell Giorgio Vasaris und dessen negativem Mittelalterbild darstellte. Untersucht werden soll in diesem Zusammenhang auch, welche praktischen Folgen das wiedererweckte Interesse am alten Bild und die theoretische Reflexion seiner Entstehung in der Florentiner Historienmalerei um 1600 zu entfalten vermochte und welches Erneuerungspotential man ihm im Kontext der Reform des religiösen Bildes zusprach.

L'immagine miracolosa della 'Santissima Annunziata' a Firenze Venerazione - Diffusione - Trasformazione

Giornate di studio

Organizzazione: Heiko Damm, Sabine Hoffmann, Alessandro Nova

L'affresco della 'Santissima Annunziata', realizzato probabilmente intorno al 1360 e situato nella parete d'ingresso dell'omonima chiesa fiorentina dei Serviti, è sicuramente una delle più celebri e influenti immagini miracolose dell'Europa della prima età moderna. Questa rappresentazione dell'annunciazione deve il suo status particolare a quella leggenda che vede il soprannaturale contributo al completamento del dipinto e con il quale inizia la perdurante taumaturgia dell'immagine. I numerosi ex-voto e donazioni che circondano l'immagine ne testimoniano la popolarità e l'intensa venerazione ricevuta, così come la sua strumentalizzazione tramite le élite locali e forestiere e non da ultimo attraverso la preminente famiglia Medici. In tutta l'Europa si diffusero riproduzioni e variazioni dell' 'Annunziata'. Espressione dell'autoconsapevolezza dell’ordine dei "Servi di Maria", che secondo la tradizione fu fondato nel 1233 da sette mercanti fiorentini in onore della Madre di Dio, l'affresco dell'annunciazione assunse un significato centrale, in quanto il miracolo della creazione dell'immagine poteva costituire un fondamento alla legittimazione delle origini dell'ordine. Un ruolo particolare svolge in questo contesto l'erudito servita Fra Arcangelo Giani (1552-1623). In qualità di cronista ufficiale del suo ordine e avvalendosi di svariate fonti, egli si occupò, nell'ambito di vari scritti agiografici e storiografici, dell'immagine in questione e delle sue origini. Le sue riflessioni ebbero notevoli conseguenze per i due cicli di affreschi da lui concepiti nei conventi serviti di Firenze e Pistoia, dove l'evento chiave della rivelazione dell'immagine miracolosa, messo in scena con grande efficacia, giova tanto alla storicizzazione quanto anche al perpetuarsi del miracolo.

Nell'ambito del convegno verrà indagata la percezione della 'Santissima Annunziata' e il giudizio che su di essa ebbero a dare ecclesiastici, laici, viaggiatori, eruditi, artisti, ecc. Al centro dell’interesse non staranno gli epifenomeni della prassi del culto, già ampiamente studiati in passato, bensì - focalizzando l'attenzione sul periodo dei primi granduchi - la stessa venerata immagine, visto che, alla fine del XVI secolo, le immagini di culto e la sua diffusione compiono un salto di qualità. Se in passato vigeva un rigoroso divieto di copiare l'immagine miracolosa, essa viene ora adattata e rielaborata con svariati mezzi: presentata in forma di fedele copia ad olio da importanti artisti come Alessandro Allori, appare anche nella miniatura, grafica, medaglistica e scultura, come pure in affresco nelle cappelle private così come in ambienti pubblici. Raggiunge la Spagna, la Germania e la Polonia e viene apprezzata in trattati teologici, nonché negli scritti sull'arte (ad. es. da Gabriele Paleotti e Francesco Bocchi).

Una prima sezione sarà dedicata all'analisi storico-artistica dell'immagine miracolosa trecentesca; analisi che finora è stata svolta soltanto in modo sommario. Verranno messe a fuoco la sua caratteristica immobilità, le insolite dimensioni e la sua innovativa forma, nonché le questioni riguardanti il contesto della sua origine, la protostoria del culto dell'Annunziata, così come la forma e la funzione svolta dalle altre rappresentazioni dell’annunciazione di quell'epoca. Infine verranno ridiscussi anche i problemi relativi alla sua datazione e alla paternità.

Ulteriori sezioni mireranno a illustrare meglio, tramite studi specifici, i molteplici aspetti riguardanti la recezione dell'immagine nei decenni intorno al 1600. Le principali questioni a cui rispondere riguardano i seguenti aspetti:

• il differenziarsi della prassi cultuale presso i Serviti e i laici e i rapporti fra devozione privata e strumentalizzazione statale

• l'utilizzo dell'immagine nel rituale cittadino e nella auto-rappresentazione della famiglia Medici

• l'esibizione dell’immagine all'interno dell'edificio ecclesiastico e la sua trasformazione in virtù del culto, così come la sua irradiazione in diversi ambiti dello spazio pubblico

• il reciproco condizionamento prodotto dalla restrizione all'accesso da una parte e dall'incremento del suo potere dall'altra, dalla velatura dell'originale e dall'onnipresenza delle copie

• la propagazione della grazia tramite le rappresentazioni figurative del miracolo e il suo rapporto con la incessante prassi degli ex-voto

• la contemporanea fortuna dell'immagine e la sua valenza semantica ed estetica, ad esempio in testi omiletici e periegetici

• sulla molteplicità dei mezzi impiegati per la riproduzione dell'immagine, tra esigenze di esclusività e generale disponibilità

In conclusione, verrà sottoposto alla discussione in che misura la preferenza per la 'Santissima Annunziata', intesa come modello sovratemporale, rappresentasse un'alternativa - anche dal punto di vista estetico - all'evolutivo modello storico-artistico appena stabilito da Giorgio Vasari e alla sua negativa concezione del medioevo. A questo proposito verranno inoltre analizzate le conseguenze pratiche prodotte dal risorto interesse per l'immagine antica e la riflessione teorica sulla sua origine nella pittura a sfondo storico fiorentina intorno al 1600, nonché il potenziale innovativo attribuitole nel contesto della riforma dell'immagine religiosa.

Kunsthistorisches Institut in Florenz - Max-Planck-Institut
Sala conferenze / Konferenzsaal
Via Giuseppe Giusti 38
50121 Florenz
Dr. des. Sabine Hoffmann  
E-Mail:hoffmann@...

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