"Aus aller Herren Länder". Die Künstler der 'Teutschen Academie' von Joachim von Sandrart

Internationale Tagung an der Goethe-Universität Frankfurt am Main

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Organisiert als Kooperation des Kunsthistorischen Instituts in Florenz - Max-Planck-Institut (Alessandro Nova) mit dem Kunstgeschichtlichen Institut der Goethe-Universität Frankfurt am Main (Thomas Kirchner) von Susanne Meurer, Anna Schreurs und Lucia Simonato (Scuola Normale Superiore Pisa)

Auf der Grundlage der Faksimile-Edition der 'Teutschen Academie der Edlen Bau-, Bild und Mahlereykünste' (1675-1680), die seit 1994/95 auch jenseits der deutschsprachigen Länder den Zugang zu den Bänden Joachim von Sandrarts in ihrem gesamten Text und mit allen Abbildungen erheblich erleichtert hat, haben sich in ganz Europa die Forschungen zu diesem bedeutenden Werk der Kunstliteratur des 17. Jahrhunderts deutlich verstärkt: Schwerpunkte stellten in diesen Untersuchungen die textlichen und bildlichen Quellen des deutschen Malers und Schriftstellers Sandrart, seine Strategien in der Redaktion der Bände, die Zusammenarbeit mit Künstlern, Dichtern und Gelehrten sowie die Nutzung seiner Schrift in Deutschland ebenso wie - in lateinischer Übersetzung - in Italien, Frankreich und den Niederlanden seit dem 17. Jahrhundert dar. Der Zeitraum seit der Faksimile-Übersetzung war folglich reich an Beiträgen, durch die Sandrarts opulente Publikation neu bewertet werden konnte. Eine Bündelung vieler neuer Ergebnisse dieser intensiven Beschäftigung der vergangenen Jahre erfolgte in der seit einiger Zeit verfügbaren neuen, kommentierten und mit Tiefenerschließung ausgestatteten Online-Edition der 'Teutschen Academie' (verfügbar unter http://ta.sandrart.net): Diese Forschungsplattform wird - so hoffen wir - weitere, noch unvorhersehbare Untersuchungen und Ergebnisse ermöglichen.

Das Ziel des nun geplanten Kolloquiums ist eine Bestandsaufnahme der erreichten Situation hinsichtlich der Auseinandersetzung mit den Künstlerviten. Hier erscheint es uns sinnvoll, die Protagonisten der ergebnisreichen Forschungen der vergangenen Jahre - die Sandrart-Spezialisten - mit den Forschern zu den einzelnen Künstlern, für die Sandrart Viten verfaßte, ins Gespräch zu bringen. Folglich werden als Redner verschiedene Experten zu denjenigen Künstlern eingeladen, die Sandrart in seine 'Teutsche Academie' aufnahm: Ausgehend von einem "Viten"-Künstler werden sie gebeten, sich mit dem Sandrarttext der Teutschen Academie erneut kritisch auseinanderzusetzen und ein übergeordnetes Thema für den Vortrag festzulegen. Die Sandrart-Spezialisten hingegen werden zur Teilnahme an der Diskussion eingeladen: aus dem von zwei verschiedenen Blickwinkeln bestimmten Dialog erhoffen wir uns, auf der Basis der besonderen Fülle der Aspekte in der 'Teutschen Academie', neue Erkenntnisse für "beide Seiten der Forschung" - für die von Sandrart beschriebenen Künstler ebenso wie für die Bedeutung der 'Teutschen Academie' als Quellenschrift.

Nachdem wir eine Auswahl der Künstlerviten, die besonders wichtig oder noch nicht ausreichend bearbeitet erscheinen, getroffen hatten, lag eine Gliederung des Programms gemäß der historischen und regionalen Sortierung, die Sandrart selbst vornahm, auf der Hand: Eine erste, einführende Sektion widmet sich folglich den zeitlich und örtlich "fernen" Künstlern; sie wird am Rande auch die Möglichkeit bieten, sich mit den umfangreichen antiquarischen Ausführungen der 'Teutschen Academie' zu beschäftigen, die den vorherrschenden Teil der Bände ausmachen. Den Abschluß des Tages soll ein Beitrag zu Sandrarts eigenem "Lebenslauf" bilden. Der zweite Tag wird sich hauptsächlich den italienischen Künstlern widmen, wobei die Aufmerksamkeit zum einen darauf liegt, das Verhältnis Sandrarts zur Tradition der Viten Vasaris vertiefend zu untersuchen, zum anderen durch wenige und wohl ausgesuchte Episoden die Erfahrungen des Künstlers während seines Aufenthaltes in Italien und deren spätere literarische Aufarbeitung für die 'Teutsche Academie' zu beleuchten. Der dritte Tag schließlich ist den "Hoch- und Niederteutschen" Künstlern sowie den Malern "französischer Nation" vorbehalten, eine höchst umfangreiche Gruppe von deutschen, flämischen, französischen und holländischen Malern, Bildhauern und Architekten des 16. und 17. Jahrhunderts, deren Viten von Sandrart zu einem großen Teil auf der Basis von schriftlichen Quellen, mündlichen Mitteilungen und einer Autopsie der Werke geschaffen wurden.

Mit dem Kolloquium in Frankfurt, der Vaterstadt Sandrarts, hoffen wir, durch die Einbeziehung nicht nur historiografischer, sondern auch stilistischer, theoretischer und technischer Aspekte die Komplexität eines Werks deutlich werden zu lassen, das vom Autor bis zum Erscheinen der lateinischen Ausgabe 1683 ständig auf dem neuesten Stand gehalten wurde (einer Künstlerpersönlichkeit aus den 'Omissa' dieser letzten Auflage wird jeweils der abschließende Beitrag einer jeden Sektion gewidmet), eines Werks, das vor allem aber durch seinen außergewöhnlich "weiten Blick" hervorsticht: Über die vielen europäischen Künstler hinaus wandte Sandrart seinen Blick nach China und fügte den mysteriösen "indianischen" Maler Higiemonte seinen Künstlerbildnissen hinzu.

"Aus aller Herren Länder". Gli artisti nella 'Teutsche Academie' di Joachim von Sandrart

Convegno internazionale del Kunsthistorisches Institut di Firenze (Alessandro Nova), in collaborazione con il Kunstgeschichtliches Institut der Universität Frankfurt (Thomas Kirchner)

Cura scientifica

Susanne Meurer, Anna Schreurs, Lucia Simonato

A partire dalla pubblicazione dell'anastatica della 'Teutsche Academie' (1675-1680), che tra il 1994 e il 1995 ha reso di più facile accesso, anche oltre i confini germanofoni, i volumi di Joachim von Sandrart nella loro interezza di testo ed apparato illustrativo, si sono moltiplicati in tutta Europa studi specificatamente dedicati a questa imponente opera seicentesca, con attenzione alle fonti (testuali e figurative) impiegate dal pittore e scrittore tedesco, alle strategie da lui adottate nella redazione dei tomi, alle collaborazioni (di artisti, letterati ed eruditi) delle quale si pregiò, e alla fruizione che accompagnò la prima diffusione della sua opera tanto in Germania quanto (in edizioni latine) in Italia, in Francia e nei Paesi Bassi. È stato un quindicennio particolarmente ricco di contributi preziosi alla conoscenza della 'Teutsche Academie', che trovano ora anche in una nuova edizione 'online' corredata di indici, disponibile sul sito http://ta.sandrart.net, la possibilità di un'ulteriore verifica: uno strumento che (ci auguriamo) sarà adatto a promuovere ancora inaspettati e successivi approfondimenti.

La finalità di questo convegno è quella di fare un punto della situazione, e per farlo ci è sembrato importante creare l'occasione di un dialogo tra gli "studiosi di Sandrart", che di questo vivace quindicennio sono stati protagonisti e ci auspichiamo partecipino altrettanto vivacemente anche alla discussione durante il convegno, e alcuni "studiosi di artisti sandrartiani", ai quali è stato rivolto l'invito a tenere singole relazioni su alcuni pittori, scultori ed architetti, le 'Vite' dei quali sono state incluse nella 'Teutsche Academie': un dialogo dal quale ci aspettiamo di osservare "Sandrart" secondo nuovi punti di vista, sicuri che la ricchezza del testo e delle immagini della 'Teutsche Academie' non potrà che emergere con maggiore limpidezza ad un confronto di competenze molteplici.

Dopo aver operato una selezione dei casi che abbiamo ritenuto o più significativi, o degni di ulteriori approfondimenti, si è deciso di articolare queste giornate secondo la regia che Sandrart stesso ha adottato nella parte storica della propria opera. Una prima sezione introduttiva sarà perciò dedicata agli artisti "lontani" (tanto cronologicamente, quanto geograficamente) e offrirà l'occasione per sviluppare a margine considerazioni anche sugli inserti antiquari che, pubblicati nella 'Teutsche Academie', costituiscono una parte preponderante dell'opera; il secondo giorno sarà dedicato principalmente agli artisti italiani, con attenzione tanto ad approfondire il rapporto di Sandrart con la tradizione vasariana, quanto ad illustrare tramite pochi e calibrati episodi le esperienze dell'artista durante il suo viaggio giovanile in Italia e la loro rielaborazione letteraria al momento di redigere i tomi 'in folio'; il terzo giorno, infine, saranno presentati pittori e scultori "oltremontani", una famiglia amplissima con voci tedesche, fiamminghe, francesi e olandesi cinque e seicentesche, le notizie sui quali vennero da Sandrart elaborate attingendo da fonti scritte e tradizioni orali diverse, oltre che con una verifica autoptica delle opere.

Nella speranza che, aperto ad affrontare problematiche non solo storiografiche, ma anche stilistiche, teoriche e tecniche, il convegno lasci emergere sia la complessità cronologica di un'opera che fu aggiornata dal suo autore ancora fino all'edizione latina del 1683 (ad un personaggio citato negli 'Omissa' di questa edizione sarà dedicato l'intervento conclusivo di ogni sezione), sia la sua straordinaria geografia, estesa a comprendere addirittura l'"indiano" Higiemonte ed episodi di pittura cinese, è stata scelta, come sede dello svolgimento di queste giornate, Francoforte, città natale di Joachim von Sandrart.

Goethe-Universität Frankfurt am Main
Campus Bockenheim und Casino Campus Westend
Frankfurt a.M.
PD. Dr. Anna Schreurs-Morét  
E-Mail:schreurs@...

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