Giovanna Perini: Retorica e originalità nell'arte di Sir Joshua Reynolds, tra cultura italiana e tradizione nord europea: i taccuini fiorentini

Conferenza serale

Gli appunti grafici e verbali del taccuino 201 a 10 del British Museum (relativi prevalentemente a Firenze ed alla Toscana) consentono, assieme ad altri materiali toscani registrati in altri taccuini inglesi e americani di Sir Joshua Reynolds, innanzi tutto di comprendere meglio i meccanismi della sua creatività, decostruendo suoi processi inventivi anche alla luce delle indicazioni di metodo offerte nei Discourses (1768-1790) e permettono così di apprezzare come la sua originalità sia davvero frutto di uno studio intenso, mirato e intelligente di tutta l'arte europea coeva e precedente e come "l'invenzione, in senso stretto, non sia altro che una combinazione nuova di quelle immagini precedentemente raccolte e depositate nella memoria", poiché "nulla nasce dal nulla e chi non abbia messo in serbo materiali, non può produrre poi combinazioni" nuove (II discorso).

Tuttavia, al di là del recupero della lezione italiana di metodo - che consente di sussumere, senza perciò obliterarla, ma anzi, approfondendola ed ampliandola , la lezione figurativa nord-europea (fiammingo-olandese e, marginalmente, tedesca) ricevuta in patria -, l'analisi dei disegni del taccuino 201 a 10 può servire anche ad altri scopi "allotri", quali ad esempio un'anagrafe delle "opere perdute o disperse" della Galleria Palatina e di altre collezioni nobiliari fiorentine (opere a volte note solo per brevi descrizioni o citazioni in guide locali e resoconti di viaggiatori, e qui ricostruibili invece visivamente su tracce grafiche) o per verificare ed integrare le notizie, non sempre esaustive, - nonostante il recente recupero in Riccardiana di un inventario parlante settecentesco - sugli allestimenti di Pitti o della statuaria a Boboli a metà Settecento.

Giovanna Perini, nata a Bologna il 25 aprile 1956, è Professore ordinario di Storia della critica d'arte presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Urbino "Carlo Bo", ove dirige l'Istituto di Storia dell'arte ed Estetica dal 2001. Ha insegnato anche all'Università di Roma Tor Vergata e negli Stati Uniti, dove ha iniziato la sua carriera (Johns Hopkins University, Baltimora) e dove è stata Robert Baldwin Seminar Professor all'Oberlin College, Oberlin, Ohio. È membro d'istituzioni scientifiche italiane e straniere, quali l'Accademia Clementina di Bologna, l'Accademia Raffaello di Urbino, la College Art Association of America e la Renaissance Society of America. È autrice di oltre un centinaio di pubblicazioni a stampa: tra i volumi da lei curati si ricordano Gli scritti dei Carracci, Bologna 1990; G. L. Bianconi, Scritti tedeschi, Bologna 1998; M. Schapiro, Per un semiotica del linguaggio visivo, Roma 2002. Ha pubblicato inoltre numerosi saggi, soprattutto sulla letteratura artistica e sul collezionismo di età moderna in Italia e in Inghilterra, comparsi su Storia dell'arte, Studi e problemi di critica testuale, Bollettino d'arte, The Art Bulletin, The Burlington Magazine,Tthe Journal of the Warburg and Courtauld Institutes, Leids Kunsthistorisch Jaarboek, Römisches Jahrbuch der Bibliotheca Hertziana ecc.. È tra i membri promotori e fondatori della Consulta Nazionale Universitaria degli storici dell'arte (C.U.N.S.T.A.) e socio fondatore della Società italiana di Storia della Critica d'Arte (S.I.S.C.A), nonché da 1992 membro del Comitato Italiano del Comité International d'Histoire de l'Art (C.I.H.A.), di cui è ora vicepresidente.

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