Mostra

Il Dolce Potere delle Corde
Orfeo, Apollo, Arione e Davide nella grafica tra Quattro e Cinquecento

Un progetto di mostra del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi in collaborazione con il Kunsthistorisches Institut in Florenz - Max-Planck-Institut

La mostra è dedicata alle immagini di un oggetto: lo strumento a corda. Come tutti gli strumenti, esso richiede l’intervento della mano per adempiere alla sua funzione. Solo così si crea il suono delle corde, che poi, invisibile e incorporeo, pervade lo spazio, riempiendolo di armonia.

Il potere dello strumento a corda di creare armonia ha ben poco di magico, piuttosto esso ha a che fare con le regole della misurazione e delle proporzioni note sin dagli esperimenti di Pitagora con il monocordo, e valide ancora oggi. Tuttavia, l'atto di suonare uno strumento a corda non può essere considerato un procedimento meccanico, né tantomeno può essere eseguito da chiunque.

Le opere esposte mostrano quattro dei più famosi musicisti, tre personaggi mitici e un re dell'Antico Testamento: Orfeo, Apollo, Arione e Davide. Tutti suonano uno strumento a corda ed è evidente come sia proprio quell'oggetto sonoro a determinare la vita di ciascuno di essi. Viceversa, le loro figure e la loro storia influenzano la concezione dello strumento come simbolo dell'armonia in generale: con il suono della lira Orfeo ammansisce gli animali feroci e induce alla commozione persino le divinità degli inferi; il citaredo Apollo dirige le muse e con esse i suoni del cosmo; Arione placa il mare in tempesta e attira il delfino che lo salverà, mentre Davide con la sua arpa riesce a calmare la melancolia di re Saul.

Oltre a essere icone dell'armonia, simili rappresentazioni degli strumenti risultano documenti indispensabili anche per la storia della musica, poiché forniscono informazioni sulla loro costruzione e sulla prassi musicale dell'epoca. In questo senso, la presente mostra si pone in linea di continuità ideale con un'esposizione del 1952, la Mostra di strumenti musicali in disegni degli Uffizi, che in Italia costituì la prima rassegna dedicata alla rappresentazione degli strumenti musicali.

La mostra, curata da Susanne Pollack, ricercatrice presso il Kunsthistorisches Institut in Florenz - Max-Planck-Institut, afferente al Dipartimento del Direttore Prof. Gerhard Wolf, suggella la tradizionale e prolifica collaborazione tra questo istituto e il Gabinetto Disegni e Stampe, diretto dalla Prof.ssa Marzia Faietti. La sua organizzazione ha grandemente beneficiato delle competenze, del vivace dialogo e scambio scientifico che intercorre ininterrottamente tra gli specialisti di entrambe le istituzioni. La collaborazione trova la sua massima espressione nel catalogo della casa editrice Olschki, al quale partecipano tramite saggi, brevi contributi e schede tecniche, studiosi di diversi dipartimenti del KHI, collaboratori del GDSU e alcuni esperti esterni.

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