Vincenzo Farinella: Dipingere farfalle: un elogio dell'otium e della pittura per il Belvedere di Alfonso I d'Este

Wissenschaftliches Kolloquium

Il dipinto di Dosso Dossi Giove pittore di farfalle, già a Vienna e oggi conservato a Cracovia, è stato sottoposto, in oltre un secolo di ricerche, a numerose analisi - soprattutto iconografiche - che hanno saputo chiarire solo in parte (con non pochi depistaggi) il significato di un'opera originalissima.

Il riconoscimento della fonte letteraria primaria, il dialogo "Virtus" delle Intercenales di Leon Battista Alberti (un testo per altro attribuito a Luciano fino alla fine dell'Ottocento), e il confronto con altre opere ispirate a questa fonte (come l'affresco di Dosso nel Castello del Buonconsiglio o le illustrazioni delle edizioni cinquecentesche dei Dialoghi di Luciano), non è infatti stato sufficiente per offrire una lettura organica e convincente di un dipinto sostanzialmente "senza contesto".

L'idea è quindi stata quella di ricostruire - sia pur congetturalmente - il contesto originario entro cui il capolavoro di Dosso trova il suo pieno significato: e cioè la committenza di Alfonso I d'Este, che aveva voluto far realizzare al proprio pittore di corte una scena mitologica capace di esaltare l'otium del principe nella sua nuova delizia del Belvedere.

Inoltre, l'individuazione di un'altra fonte letteraria utilizzata per definire vari particolari del dipinto (e cioè il proemio delle Immagini di Filostrato Maggiore), ha consentito di interpretare il Giove pittore di farfalle come una vera e propria esaltazione dell'arte pittorica, voluta da uno dei più grandi e appassionati committenti dell'arte italiana del Rinascimento.

Curriculum Vitae

Laureatosi nel 1981 presso l’università di Pisa con una tesi su La Colonna Traiana: visibilità e corrispondenze verticali, si è poi perfezionato presso la Scuola Normale Superiore della stessa città con una dissertazione su Jacopo Ripanda antiquario. Archeologia e pittura a Roma, 1490-1510. Dal 2004 è professore associato di Storia dell’Arte Moderna presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Pisa.

Ha partecipato alla preparazione di numerose mostre, sia in ambito di storia dell’arte moderna (a partire da quella, organizzata alla Casa Buonarroti di Firenze nel 1987, su Michelangelo e l’arte classica), sia di storia dell’arte contemporanea (da ultimo, nel 2005-2006, presso il Museo Marino Marini di Firenze: La Grande Guerra degli artisti. Propaganda e iconografia bellica in Italia negli anni della prima guerra mondiale).

Al momento sta ultimando le ricerche per uno studio sulle committenze figurative di Alfonso I d’Este, duca di Ferrara (1476-1534), che mira a ricostruire i gusti di quel grande mecenate dell’arte rinascimentale italiana e i suoi rapporti con alcuni tra i massimi pittori e scultori dell’epoca, da Ercole de’ Roberti a Michelangelo.

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