Amedeo Quondam: Vasari, le corti, i cortigiani

Conferenza in occasione del ciclo di conferenze "I Mondi del Vasari" presso l'Accademia delle Arti del Disegno, Firenze

Nel vasto insieme delle 'Vite' e del loro lessico gli impieghi dei lemmi 'corte' e 'cortigiano' non sembrano avere una rilevanza particolare, almeno a stare ai dati quantitativi: molto rare le occorrenze di 'cortigiano', più profilate quelle di 'corte', spesso in riferimento alla corte per antonomasia, quella pontificia (e già da Giotto). Il fatto è che la presenza del sistema della corte e delle sue pratiche ordinarie risulta tanto più forte se si fa riferimento a tante altre parole forti ed emblematiche: quelle che connotano il rapporto di 'servizio' o 'servitù' presso la 'casa' di uno dei tanti nuovi 'principi' che sanno farsi protagonisti dei moderni paradigmi culturali della liberalità magnifica e del dispendio virtuoso e onorato. E infatti il rapporto tra la competenza e l'eccellenza degli 'arteficie' la domanda dei 'signori' si ritrova dinamicamente condensato nel primato della nuova 'virtù': in quando "seconda natura" di una nuova forma del vivere.

Amedeo Quondam è stato Presidente dell'ADI (Associazione degli Italianisti italiani) e del Centro di studi "Europa delle Corti" (di cui ha promosso la trentennale attività, curando gli atti di molti suoi seminari e convegni); ha fondato e diretto CIBIT (Biblioteca Italiana Telematica).

Le sue ricerche si sono rivolte all'edizione critica e commentata di testi letterari dal Cinquecento al Settecento (Castiglione, Trissino, Guazzo, Contile, Sergardi, Gravina); alle problematiche della tipografica cinquecentesca; a diverse questioni inerenti le istituzioni e i modelli del Rinascimento e della lunga durata del Classicismo come tipologia culturale dell'Antico regime.

Fra i suoi libri più recenti: Questo povero cortegiano. Castiglione, il libro, la storia (2000); Cavallo e cavaliere. L'armatura come seconda pelle del gentiluomo moderno (2003); Petrarca l'italiano dimenticato (2004); Tre inglesi, l'Italia, il Rinascimento. Sondaggi sulla tradizione di un rapporto culturale e affettivo (2006); La conversazione. Un modello italiano (2007); Tutti i colori del nero. Moda e cultura del gentiluomo nel Rinascimento (2007); Forma del vivere. L'etica del gentiluomo e i moralisti italiani (2010); Risorgimento a memoria. Le poesie degli Italiani (2011).

Il ciclo di conferenze "I Mondi del Vasari: Accademia, Lingua, Religione, Storia, Teatro" è organizzato dal Kunsthistorisches Institut in Florenz - Max-Planck-Institut in collaborazione con l'Accademia delle Arti del Disegno, Firenze

a cura di Alessandro Nova e Luigi Zangheri

Per secoli, sino a oggi, 'Le Vite' di Giorgio Vasari sono state consultate per ottenere informazioni più o meno attendibili sugli artisti da lui trattati e sulle loro opere. Si dovette invece attendere l'inizio del Novecento perché la Scuola di Vienna, con il suo interesse per le fonti e la letteratura artistica, esprimesse finalmente il giusto apprezzamento per il sofisticato impianto teorico del grande libro progettato dallo storico aretino. Da allora gli studi sui proemi e sui concetti critici dell'opera vasariana sono diventati sempre più numerosi, ma 'Le Vite' sono un testo così ricco da sollecitare di continuo nuove indagini. Restando nel campo della storia dell'arte, se l'alto valore teorico dei suoi testi è stato da tempo riconosciuto, non si è ancora messo in luce a sufficienza come il Vasari fosse stato tra i primi a promuovere strumenti di ricerca e metodi inediti quali la storia orale, l'analisi stilistica e iconografica, lo studio delle tecniche e dei materiali nonché una forma di 'connoisseurship' basata sulla funzione e sullo stile delle opere. Se ci spostiamo invece in altre direzioni, noteremo subito come la grandiosa articolazione del capolavoro vasariano investa una vasta gamma di temi. Ad esempio, descrivendo nella biografia dedicata a Raffaello un affresco nella Stanza dell'Incendio in Vaticano, Vasari scrive: "Oltra che tutti i cardinali, vescovi, camerieri, scudieri, cubiculari, sono in pontificale a' loro luoghi a sedere ordinatamente, come costuma la cappella." Lo storico ci dice che l'affresco dell'Urbinate è un documento visivo attendibile per ricostruire il cerimoniale di corte e in effetti 'Le Vite' sono una fonte viva e insostituibile per tanti aspetti della società rinascimentale che esulano dalla storia dell'arte in senso stretto: dalla medicina al diritto, dalla musica al teatro, dalle feste in costume alla politica. Le biografie scritte dal Vasari raccontano pertanto un mondo molto più vasto di quello animato dalle botteghe artistiche.

La serie di conferenze organizzata congiuntamente dal Kunsthistorisches Institut in Florenz - Max-Planck-Institut e dall'Accademia del Disegno intende celebrare questa complessità multidisciplinare del testo vasariano, per sottrarlo a una prospettiva specialistica che ne limita l'orizzonte. 'Le Vite' sono una fonte cruciale del Cinquecento italiano non solo per gli storici dell'arte, ma anche per quelli del teatro, dello spettacolo, della lingua, della letteratura e dei conflitti religiosi.

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Accademia delle Arti del Disegno
Sala delle Adunanze
Via Orsanmichele 4
50123 Firenze
Prof. Dr. Alessandro Nova  
Telefon:+39 055 24911-85
E-Mail:dirnova@...

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