Alexander Auf der Heyde: Pietro Selvatico e la sua guida "Sulla architettura e sulla scultura in Venezia" (1847): significato, funzioni ed implicazioni della letteratura topografica nel XIX secolo

Wissenschaftliches Kolloquium

Oggetto del colloquio è uno degli esempi più noti di letteratura topografica nell'Ottocento: la "guida estetica" Sulla architettura e sulla scultura in Venezia (1847) del marchese Pietro Selvatico Estense (1803-80) di cui sarà proposta un'interpretazione stratificata, tesa ad evidenziarne i rispettivi riferimenti didattici, estetici e politici. Apparso lo stesso anno in cui Venezia, ospitando il IX Congresso degli Scienziati Italiani, diventa centro promotore del dialogo scientifico italiano (ed internazionale), il testo rappresenta una via alternativa alla consueta guida territoriale pubblicata in occasione dei congressi scientifici. Il volume di Selvatico, ampiamente illustrato con i legni di Francesco Pividor, si rivela infatti come originale ed assai complessa lettura del paesaggio urbano veneziano che è soggetto sin dai primi dell'Ottocento, ma ancor più negli anni più recenti, con la costruzione del ponte ferroviario sulla laguna (1846), ad una serie di modernizzazioni che muteranno profondamente la struttura urbana nonché la percezione estetica della città. L'autore, questo l'intento esplicito del testo, vuole prendere per mano gli artisti - aspiranti architetti, ma anche ingegneri, restauratori e pittori - ed illustrare loro, tramite le incisioni, l'intrinseco legame di architettura e scultura all’interno di un paesaggio urbano, nel quale l'ornamento oltre alla consueta funzione decorativa assume la valenza di elemento "parlante" e spia stilistica dell’edificio. Tutto ciò tende ad una riformulazione apparentemente idealizzata della figura dell'architetto, inteso non come tecnico ed ingegnere qualificato, ma innanzi tutto come artigiano ed interprete sensibile di un fragile tessuto urbano che va compreso nel suo evolversi storico. Non a caso negli stessi anni in cui scrive la guida, Selvatico elabora delle proposte di riforma dell'insegnamento architettonico alle accademie (1844-46), progetto che sembrerà prendere forma con l'inizio dell’insurrezione veneziana (1848), ma che poi verrà accantonato e ripreso ai tempi della terza dominazione austriaca.

Alexander Auf der Heyde laureatosi nel 2002 all'Università di Firenze con una tesi sul teorico neoclassico Carl Ludwig Fernow, dal 2004 al 2007 è borsista perfezionando presso la Scuola Normale Superiore di Pisa con un progetto di ricerca su Pietro Selvatico e la dimensione politico-culturale della storiografia artistica d'epoca risorgimentale. Soggiorni di studio a Weimar (borsista della Klassik Stiftung Weimar nel 2005) e a Venezia (borsista presso il Centro Tedesco di Studi Veneziani, 2007). Per l'"Istituto di Studi sul Canova e il Neoclassicismo" pubblica nel 2006 la traduzione commentata del volume di Carl Ludwig Fernow, "Über den Bildhauer Canova und dessen Werke" (1806). Nel 2007 cura per le edizioni della Normale la ristampa anastatica del manuale selvatichiano "Sull'educazione del pittore storico odierno italiano" (1842). Altri studi sui periodici artistici "Kunstblatt" (1820-49) e "Giornale di Belle Arti" (1833-34), sulla tutela nel Veneto (1850-70), sulla fortuna primonovecentesca dello scultore croato Ivan Meštrović.

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