Contesti, Comunità, Connessioni.
Nuove narrative nella storia dell'arte

Dipartimento Bianca de Divitiis

Cristoforo Majorana, La Natura che sparge il latte sul mondo, da: Themistius, In Aristotelis Physica paraphrasis, trad. di Ermolao Barbaro, per Andrea Matteo III Acquaviva, c. 1485. Complesso monumentale e Biblioteca dei Girolamini di Napoli, ms. CF. 3.4, f. 5r, part.

Il dipartimento si concentra sulla cultura globale attraverso lo studio della storia dell'arte e dell'architettura tra il tardo Medioevo e l'età moderna mettendo in dialogo, attraverso un approccio transdisciplinare l'Italia con l'Europa, il Mediterraneo, le Americhe iberiche e il resto del mondo. Nei prossimi anni, il dipartimento affronterà due sfide fondamentali: conciliare l'avanzamento della ricerca storico-artistica con temi più ampi legati alle urgenti problematiche contemporanee; proseguire la consolidata tradizione degli studi sulla prima età moderna e moderna, valorizzando la complessità del Rinascimento e la sua natura policentrica e globale e la capacità di essere fonte d’ispirazione per le giovani generazioni.

Il titolo del dipartimento racchiude i concetti chiave con cui progetti, laboratori e azioni affronteranno queste sfide. Le nuove narrazioni nella storia dell'arte ambiscono a ricostruire i contesti socio-storici e fisici attorno alle opere d'arte, architettura e manufatti e a spostare l'attenzione, troppo spesso rivolta all’autorialità e ai singoli individui, verso un senso plurale e corale dell'arte e verso le esigenze delle comunità, sia del passato che del presente, comprendendone le sfide locali così come quelle globali. Inoltre, le nuove narrazioni intendono ristabilire connessioni combinando una conoscenza filologica e dettagliata di specifici territori, con le linee derivanti dagli approcci globali e universali, considerando locale e globale come dimensioni che si intersecano reciprocamente e simultaneamente.

I progetti, laboratori digitali e azioni in situ del dipartimento si concentrano sul tardo medioevo e l'età moderna, ma allo stesso tempo hanno un forte orientamento verso la contemporaneità. Sono inoltre concepiti con un approccio multiscalare e orizzontale, tra microstoria e storia globale, aperti a temi contemporanei e flessibili nel medio e lungo periodo. Sono condotti da gruppi di ricerca interdisciplinari, che mettano la storia dell'arte in dialogo con altre discipline (storia, filologia, neuroscienze, biologia), mentre l'arte contemporanea è considerata come essenziale per leggere la storia in modi inaspettati e nel rendere la storia dell'arte parte di una crescente consapevolezza delle urgenze presenti.

Progetti e linee di ricerca

 


Rinascimento policentrico. Identità locali e connessioni globali esplora le connessioni globali all'interno di un contesto definito della monarchia iberica tra il XV e il XVII secolo. Rinascimento Policentrico studia le connessioni tra i regni vicereali, dal Mediterraneo all'America centrale e meridionale, considerando che, nonostante le distanze geografiche erano legati tra loro come parte dello stesso mondo, questi condividevano lo stesso sistema burocratico, le stesse norme e forme di ritualità e rappresentazione. Il progetto esamina inoltre le connessioni nelle concezioni del passato da due diverse prospettive: da un lato quella della distruzione e dell'ispanizzazione dei monumenti rilevanti per l'identità locale dei territori; dall'altro, gli sforzi strenui delle comunità locali che si servirono delle tracce materiali e documentarie del loro passato per affrontare la minaccia di perdere la propria identità all'interno di un impero globale. Tali fili aiuteranno la nostra comprensione del Rinascimento italiano, inclusa Firenze, nel contesto globale. L'obiettivo del progetto è anche quello di creare le premesse affinché le nuove generazioni si possano appropriare di tradizioni e patrimoni culturali finora considerati lontani e stranieri, trasformando un passato condiviso in un presente comune.

 

Arcipelago. Memoria, commercio e arte nelle isole del Mediterraneo indaga la rete formata dalle isole, grandi e piccole, che costellano il Mediterraneo. In particolare, considera in parallelo la complessità interna delle isole, ognuna delle quali ha una propria orografia, antichità locali, un passato stratificato, culture contrastanti e persino confini, e la loro natura di mondi connessi, che si relazionano tra loro e con le coste di fronte dell’Europa, dell'Africa e dell'Anatolia. Nel tracciare le possibili convergenze e divergenze tra gli scambi commerciali e culturali che coinvolgevano anche l'Europa settentrionale, il progetto considera le sfide tecniche urgenti affrontate dalle comunità, alcune risalenti al passato, come lo spostamento delle navi, e altre che sono stati importanti in passato quanto lo sono ancora oggi, come l'approvvigionamento idrico.

Riflettendo sulla natura delle isole nel quadro dell'Antropocene e del blue thinking, il progetto affronta i problemi etici legati alla narrazione del ruolo delle isole, divise tra overtourism e la loro funzione di destinazione di transito nei viaggi dei rifugiati e dei migranti lungo la rotta più pericolosamente mortale del XXI secolo.

 


Comunicare la Storia dell'Arte oggi affronta il problema del trasferimento dei contenuti complessi derivati dalle ricerche storico-artistiche a un pubblico con diverse capacità culturali e cognitive, promuovendo l'accessibilità e l'inclusività sociale, cognitiva e fisica. Questo progetto esamina sia il potenziale delle tecnologie digitali, come le strategie espositive delle collezioni museali, sia quelle storiche che quelle sperimentali, possano aiutare i cittadini e in particolare i gruppi più vulnerabili a comprendere meglio il luogo in cui vivono, a penetrare la complessità del patrimonio culturale tangibile e intangibile, a scoprire il potenziale di connessione delle diverse culture e a valorizzare la storia delle comunità che coesistono nei contesti urbani. Esplorando nuove interazioni tra arte e neuroscienze, il progetto esamina anche il possibile ruolo del patrimonio costruito e naturale nei processi di riabilitazione e di orientamento spaziale dei pazienti affetti da Alzheimer.

 


Confini cerca di affrontare un problema fondamentale della vita contemporanea: stiamo assistendo a una vera e propria esplosione nella costruzione di muri e nella fortificazione dei confini in tutto il mondo. I confini non sono mai stati linee statiche, ma sono mobili, contesi e invisibili; abbracciano l'aspetto fisico, intellettuale e culturale, ma segnano anche le differenze tra umanità e disumanità. Il progetto considera da un lato la materialità della demarcazione dei margini e dei confini con oggetti, sculture o scolpendo la natura, e dall’altro sulle implicazioni politiche e cognitive della loro rappresentazione su carta, nonché sulle recenti tecniche di delimitazione che si sono distaccate dalla mappatura tradizionale. Confini esamina inoltre la presenza storica e contemporanea di confini visibili e invisibili nel contesto delle città, con aree o edifici abitati da minoranze o da nazioni mercantili, come anche i quartieri odierni abitati da comunità di origine straniera. Il progetto cercherà di far emergere la pluralità nascosta dietro l’apparente omogeneità di tali contesti. Il progetto esplora anche i molteplici modi, nel passato e nel presente, di ricreare la propria casa fuori dal proprio paese, attraverso il trasferimento di singoli oggetti fino agli esperimenti più recenti di architettura residenziale multiculturale.

 


Natura e Antiquaria indaga come gli elementi naturali e i fenomeni naturali fossero oggetto di indagine antiquaria, proprio come lo erano le rovine e i monumenti costruiti. Gli elementi naturali erano anche centrali nella vita quotidiana delle comunità, che li consideravano essenziali per la propria identità e allo stesso tempo ne sperimentavano sia i poteri distruttivi che quelli curativi. Il sottosuolo è centrale in questo discorso, non solo per la ricerca di antichità, per le proprietà mediche, come le esperienze internazionali dei bagni termali, ma anche per l'estrazione di minerali, come nel XVI secolo a Potosí in Bolivia dove le montagne venivano perforate per estrarre l'argento. Il progetto vuole fornire una prospettiva storica sulle risposte delle comunità locali di fronte ai drammatici cambiamenti del paesaggio determinati da malattie globali, come il batterio della Xylella che dalle olive della Puglia alle viti della California sta cambiando radicalmente il paesaggio, influenzando l'economia, il benessere psicologico e la vita di vaste regioni.

 

Laboratori digitali


Naturalia & Artificialia globali nelle collezioni italiane è concepito come una mappa interattiva e un corpus di manufatti e reperti naturalistici, che vuole fare emergere una dimensione globale trascurata del Rinascimento italiano e gettare nuova luce su aspetti della storia italiana delle collezioni e delle colonizzazioni.

 


Scrittura pubblica è un corpus digitale di iscrizioni tra il tardo medioevo e la prima età moderna, sia scolpite nella pietra che scritte a mano, monolingui e plurilingui. Oltre ai testi di singoli individui, il database considera gli scritti pubblici prodotti da gruppi, come commissioni, testi devozionali, minacce collettive e statuti che regolavano la vita delle comunità.

 


ANTONELLO è un'applicazione digitale che consente agli utenti finali di entrare in contatto con le comunità locali, permettendo loro di prenotare con un solo click l'apertura di siti monumentali solitamente chiusi e inaccessibili. Sviluppata per il patrimonio rinascimentale dell'Italia meridionale, l'applicazione ambisce a coprire diversi siti, che vanno dalle colline della Toscana alle valli della Bolivia.

 


Memory Lab utilizza tecnologie all'avanguardia per esplorare il doppio significato della memoria legata ai monumenti, come elementi di identità collettiva che trasmettono un senso di appartenenza e come memoria personale che può aiutare l'orientamento e la localizzazione dei pazienti affetti da malattie neurodegenerative.

 

Azioni a Firenze


Borse per curatori di due tipi: una per giovani studiosi internazionali che desiderano acquisire esperienza nel campo della curatela e una per una studiosa o uno studioso internazionale senior che sta lavorando a una mostra e che trarrebbe vantaggio dalla discussione del proprio lavoro in corso.

 


Archivio Progetti: in linea con i principi dell'Open Science e FAIR, questa azione creerà un archivio di dati aperti generati durante i processi di ricerca del dipartimento, documentando lo sviluppo di nuove metodologie, rendendo disponibili decisioni valutative, deduttive, interpretative o creative, garantendo la trasparenza dei paradati e contribuendo al monitoraggio dei progetti per il raggiungimento degli obiettivi di ricerca.

 


La storia nel suo farsi vuole ampliare il nucleo esistente di lasciti raccogliendo materiali audio, video e archivistici di storici dell'arte e dell'architettura. Ciò consentirà al KHI di diventare un punto di riferimento per le generazioni future, che potranno studiare i processi accademici e creativi e sperimentare le voci e i gesti di studiosi che non hanno potuto incontrare.

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