Marzia Faietti: La 'Donna alla finestra' di Raffaello e l'Eva del Correggio. Dalla "scatola architettonica" all' "architettura dell'infinito"

Conferenza serale in occasione del Convegno internazionale "LINEA II"

La conferenza serale di Salvatore Settis del 3 novembre 2010 sarà sostituita dalla conferenza di Marzia Faietti.

L'intervento si propone di esaminare, attraverso la selezione di alcune opere grafiche e pittoriche del giovane Raffaello e del Correggio maturo, due visioni architettoniche e spaziali legate a diverse concezioni prospettiche, alternative tra loro: dalla prospettiva lineare che adotta la soluzione pittorica della "scatola" o della cornice architettoniche per orchestrare composizioni vaste e articolate; allo scandaglio empirico di una spazialità infinita, che supera i confini imposti dall’architettura reale e vanifica o attenua la funzione mediatrice dell’architettura dipinta. In altre parole, dalla 'Stanza della Segnatura all'Assunzione della Vergine' nella cupola del duomo di Parma.

Lo svolgimento del discorso farà perno su due disegni assunti come esempi emblematici del percorso che conduce dalla concezione della "scatola architettonica" all' "architettura dell'infinito": la 'Donna alla finestra' di Raffaello al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi (inv. 1973 F recto), una figura desunta da un prototipo antico (il rilievo di sarcofago detto la 'Nova nupta', Roma, Palazzo Altemps, un tempo nella collezione Albani del Drago) e contestualizzata in uno spazio forse domestico, a sua volta tracciata in un foglio dove si trova anche uno schizzo riferito alla basilica di San Pietro; e l' 'Eva' del Correggio, così come appare nello studio dello Städelsches Kunstinstitut a Francoforte (inv. 395), in cui è rappresentata insieme ad altre figure della movimentata folla che si assiepa attorno all'Assunta nella cupola del duomo di Parma.

Il disegno di Raffaello eredita dal modello antico l'idea di una "scatola" o cornice architettonica, che l'artista mostra di sapere interpretare in modo affatto originale in relazione alle particolari esigenze della decorazione su scala parietale; d'altra parte, il nucleo di fogli legati alla progettazione degli affreschi nel duomo parmense, e soprattutto quello di Francoforte dove campeggia la figura di Eva, testimoniano la flessibile capacità del Correggio di adattarsi all’involucro architettonico preesistente, sciogliendo progressivamente ogni residuo legame con l'architettura reale a partire da quella dipinta nel parapetto.

Agli esordi del secondo decennio Raffaello, partendo dall'isolamento statuario delle sue figure e ricomponendole in una composizione variata, stava saggiando le possibilità estreme del quadrangolo albertiano e quasi contemporaneamente, nella cupola della Cappella Chigi in Santa Maria del Popolo, si stava chiedendo come superarlo.

A partire dalla metà degli anni Venti, nel Duomo di Parma, il Correggio esplorava una pluralità di prospettive di visione contrapposta a un'unica o principale prospettiva; in questo senso egli attuava il completo superamento della "finestra" albertiana, nel tentativo di dare una forma visiva alla spazialità insondabile dell'infinito attraverso una moltitudine di figure unite tra loro in un vorticoso movimento a spirale.

Marzia Faietti è attualmente Direttrice Storica d'Arte presso la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale Fiorentino, con l'incarico della Direzione del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi.

Fino al giugno del 2004 lavorava presso la Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico e demoetnoantropologico di Bologna, dove a partire dal 1987 svolgeva, tra l'altro, la funzione di Direttrice del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe della Pinacoteca Nazionale di Bologna e dal 1999 quella di responsabile dei Servizi Educativi.

Si è laureata in Lettere Moderne all'Università degli Studi di Bologna, discutendo una tesi in Storia dell'Arte Medievale e Moderna (dedicata ad uno studio monografico sul pittore Giuseppe Mazzuoli, detto il Bastarolo, attivo a Ferrara nel periodo postridentino). Presso la medesima Università ha frequentato il Perfezionamento biennale in Storia dell'Arte. Ha inoltre conseguito il Diploma di Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l'Archivio di Stato di Bologna.

Dopo aver vinto un concorso nazionale per ispettore storico dell'arte presso il Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali, ha svolto l'incarico di curatrice delle raccolte del Museo Nazionale di Ravenna, per conto della Soprintendenza per i Beni Architettonici ed Ambientali di Ravenna, prima di essere assegnata alla Soprintendenza di Bologna.

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Dott.ssa Ilaria Rossi  
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