Seminario

La ricerca sulla provenienza nell’ambito dell’era nazista e fascista

Organizzato da Alice Cazzola (KHI Florence), Katharina Hüls-Valenti (DHI Rome) | Gruppo di Lavoro Provenance Research Italy,
Arbeitskreis Provenienzforschung e.V.
Sofia Bollo, Sara Bortoletto | Coordinamento GdL Provenienza ICOM Italia

 

Webinar a cura del Gruppo di Lavoro Provenienza di ICOM Italia
La ricerca sulla provenienza nell’ambito dell’era nazista e fascista
In occasione della Giornata della Memoria
28 Gennaio 2026 | 11:00 – 13:00
Online sulla piattaforma Zoom di ICOM Italia

Nato da una collaborazione tra il Gruppo di Lavoro Provenance Research Italy, costola dell’Associazione internazionale per le Ricerche di Provenienza (Arbeitskreis Provenienzforschung e.V.), e il GdL Provenienza ICOM Italia, il webinar intende approfondire la ricerca sulla provenienza di beni culturali sottratti in maniera illecita durante l’era nazista (1933-1945) e fascista (1922-1943/45).

A 80 anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale, la questione riguardo alle opere d’arte trafugate dai nazisti e i loro collaboratori rimane di grande rilevanza ed attualità. Nel 1998 l’Italia insieme a 43 altri paesi sottoscrisse i Principi di Washington, un accordo internazionale, legalmente non vincolante, che prevede la ricerca e la restituzione di beni culturali confiscati, trafugati o venduti sotto pressione tra il 1933 e il 1945 tramite soluzioni “giuste ed eque” per i proprietari o i loro eredi.

Gli interventi si concentreranno sul contesto storico e quello attuale tra Italia e Germania: la politica postbellica delle restituzioni, alcuni recenti casi studio in ambito museale e privato ricostruiti dal Gruppo di lavoro per lo studio e la ricerca dei beni sottratti in Italia agli ebrei tra il 1938 e il 1945 e la presentazione della German Lost Art Foundation in quanto organo statale tedesco per le ricerche sulla provenienza. Un’occasione per discutere e riflettere insieme sulle provenienze problematiche all’interno delle collezioni museali in Italia.

ISCRIVITI

PROGRAMMA

11:00-11:10
Introduzione
Alice Cazzola, Katharina Hüls-Valenti | Gruppo di Lavoro Provenance Research Italy, Arbeitskreis Provenienzforschung e.V.
Sofia Bollo, Sara Bortoletto | Coordinamento GdL Provenienza ICOM Italia

11:10-11:30
Il “ritorno della bellezza”? La restituzione dei beni culturali in Italia, 1945-2001
Bianca Gaudenzi | SAGAS, Università di Firenze; Wolfson College, University of Cambridge

11:30-12:10
Prede belliche. Casi di studio relativi ai beni sottratti agli ebrei in Italia durante il fascismo e l’occupazione nazista
Micaela Procaccia, Alessandra Barbuto | Ministero della Cultura, Gruppo di lavoro per lo studio e la ricerca dei beni sottratti in Italia agli ebrei tra il 1938 e il 1945

12:10-12:30
After the Washington Conference on Holocaust-Era Assets: The mandate to locate Nazi-looted cultural objects and state funding for research
Nikola Doll | German Lost Art Foundation, Head of the Department for Cultural Property Losses in Europe in the 20th century

12:30-12:40
Commenti | Remarks
Christian Fuhrmeister | Central Institute of Art History Munich

12:40-13:00
Discussione

BIOGRAFIA RELATRICI E RELATORE 

Bianca Gaudenzi
Bianca Gaudenzi è Ricercatrice (RtdB) in Storia contemporanea al Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo (SAGAS) dell’Università di Firenze nonché Bye-Fellow del Wolfson College, Università di Cambridge. Addottorata in Storia al Trinity Hall, Università di Cambridge, nel 2011, è stata Junior Research Fellow al Newnham College, Cambridge, Marie Curie-ZIF Fellow all’Università di Konstanz, prima ricercatrice della DFG (CNR tedesco) all’Istituto Storico Germanico di Roma e ricercatrice alla Libera Università di Bolzano. Studiosa di storia comparata del Novecento italiano e tedesco, tra le sue pubblicazioni ricordiamo i volumi sul rapporto tra cultura commerciale e fascismi, Fascismi in vetrina (2023) e Comprare per credere (con F. Fasce e E. Bini, 2016), nonché i contributi sulle politiche di restituzione dei beni culturali dal 1945 a oggi, inclusi: il numero monografico del «Journal of Contemporary History» dal titolo The Restitution of Looted Art in the 20th Century (2017), i saggi ‘The Politics of Restitution of Nazi-looted Art in Italy, the Federal Republic of Germany and Austria, 1945-1998’, «European Review of History» (2021), ‘Cultural Restitution and the “rediscovery” of the Holocaust in Italy, 1989-2003’, «Journal of Modern European History» (2023), e la sezione monografica di «QFIAB» dedicata a I lasciti materiali del colonialismo italiano (2024), in open access.

Micaela Procaccia
Ha lavorato per molti anni nel Ministero della cultura come dirigente nel settore archivistico. Dal 4 maggio 2019 a luglio 2023 è stata Presidente dell’Associazione nazionale archivistica italiana. È componente del Gruppo per lo studio e la ricerca sui beni culturali sottratti in Italia agli ebrei tra il 1938 e il 1945, istituito presso il Ministero della cultura. È componente dell’Archival Access Forum dell’International Holocaust Remembrance Alliance. Fra le pubblicazioni si segnalano: Tipologia delle fonti e trasformazione degli archivi, in La memoria della Shoah. Dopo i“testimoni”, a cura di Saul Meghnagi, Roma, Donzelli,2007, pp. 163-170, Le carte Buffarini Guidi all’Archivio centrale dello Stato (1938-1945) [con Roberto De Rose], «Contemporanea », 3-2020, pp. 415-432, Elaborazione e applicazione della normativa razzista del fascismo nei fondi dell’Archivio centrale dello Stato, In Ordinamento giuridico, mondo universitario e scienza antichistica di fronte alla normativa razziale (1938-1945) a cura di Annarosa Gallo, Maria Colomba Perchinunno, Michele Dionigi e Pierangelo Buongiorno, Palermo University Press, 2022, pp. 3-15, G. Famiglietti, M. Procaccia, Un uomo, un quadro. Edoardo Pollak e la Deposizione nel sepolcro, Roma, Scienze e lettere 2025, A. Portelli, M. Procaccia, Il pane e il cucchiaio. La storia detta due volte di Giuseppe Di Porto, Roma, Donzelli 2025, Pietre sotto la ruota della storia. Le Linee guida per l’identificazione della documentazione significativa per la ricerca, l’educazione e la memoria della Shoah, «Rassegna degli archivi di Stato» di prossima pubblicazione.

Alessandra Barbuto
Funzionaria storica dell’arte presso la Direzione Generale Archeologia, belle arti e paesaggio del Ministero della cultura, è la coordinatrice del Gruppo di lavoro per lo studio e la ricerca sui beni culturali sottratti in Italia agli ebrei tra il 1938 e il 1945 a seguito della promulgazione delle leggi razziali, istituito con DM 17 luglio 2020. Nell’ambito delle attività condotte con il Gruppo di lavoro, nel 2022 ha contribuito all’organizzazione del seminario tenuto presso la Biblioteca Nazionale Centrale “Opere da ritrovare”: i beni culturali sottratti agli ebrei. Un primo bilancio; inoltre ha svolto lezioni e interventi a giornate di studio sui temi della ricerca della provenienza dei beni trafugati nel periodo 1938-1945. In passato ha lavorato presso la Pinacoteca di Brera, la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, la Direzione generale per l’arte e l’architettura contemporanee e il MAXXI. Dal 2023 al 2025 è stata membro del Comitato tecnico-scientifico per l’arte e l’architettura contemporanee. Cura mostre, cataloghi e pubblicazioni ed è inoltre autrice di saggi su diversi temi di ricerca. Attualmente sta svolgendo un dottorato di ricerca presso l’Università degli Studi della Tuscia in Scienze storiche e dei beni culturali.

Nikola Doll
Da novembre 2025 Nikola Doll è Head of the Departement for Cultural Property Losses in Europe in the 20th Century presso la German Lost Art Foundation (Magdeburgo/Berlino). Da aprile 2024 a fine ottobre 2025 è stata Responsable pour l’art spolié et recherche de provenance presso l’Ufficio federale della cultura (UFC) in Svizzera. Dal 2017 al marzo 2024 ha diretto il dipartimento di ricerca sulla provenienza del Kunstmuseum di Berna, dove ha avviato le ricerche sulle collezioni del museo e sul lascito di Cornelius Gurlitt. In precedenza ha collaborato al progetto editoriale “Geschichte der Kunstgeschichte im Nationalsozialismus” (GKNS-WEL) e ha curato mostre presso università e musei in Germania e Belgio. Le sue attività di ricerca e di insegnamento in Germania e Svizzera riguardano la politica artistica e culturale durante il nazionalsocialismo e il dopoguerra, in particolare il furto di opere d’arte e beni culturali, la storia della scienza, l’iconografia politica e la storia del collezionismo e delle esposizioni.

Christian Fuhrmeister
Dopo aver frequentato un corso di formazione per insegnanti a Oldenburg, Christian Fuhrmeister ha conseguito il dottorato ad Amburgo nel 1998. Dal 2000 al 2002 Christian Fuhrmeister ha conseguito una formazione di assistente curatoriale presso lo Sprengel Museum Hannover e in seguito ha ricoperto una posizione amministrativa presso la Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco. Membro dello staff dell’Istituto Centrale di Storia dell’Arte dal 2003, Fuhrmeister ha ottenuto nel 2013 l’abilitazione all’università di Monaco (2020 Außerplanmäßiger Professor, Professore Straordinario). Fuhrmeister è particolarmente interessato alla produzione, alla distribuzione e alla ricezione dell’arte. I suoi studi si concentrano sul XIX-XXI secolo, nello specifico la storia della storia dell’arte, l’arte durante il nazionalsocialismo, la dislocazione dei beni culturali, le transazioni e i trasferimenti, il cambio di proprietà e la ricerca sulle provenienza, spesso tramite progetti di ricerca finanziati da terzi (ad esempio, www.gdk-research.dehttps://www.zikg.eu/forschung/provenienzforschung-werte-von-kulturguetern/projekte-pf). Per ulteriori informazioni: https://www.zikg.eu/personen/fuhrmeister; le pubblicazioni sono elencate in Kubikat

 

28 gennaio 2026, ore 11:00

L'evento sara' online sulla piattaforma Zoom di ICOM Italia

 

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