In primo piano
Da Dante a Picasso
12 opere dalla Biblioteca Serlupiana
Il trattato filosofico affronta il Simposio di Platone e la dottrina platonica dell’amore. Ficino interpreta il concetto di eros di Platone da una prospettiva neoplatonica e cristiana, nella quale l’amore è descritto come una forza divina che guida l’anima alla conoscenza e all’unione con il divino. Integra nella sua teoria dell’amore elementi etici, astrologici e metafisici. Secondo la sua concezione, la bellezza si riflette in tutti i livelli del cosmo, permettendo così all’anima umana di elevarsi a conoscenze superiori tramite l’amore. Sebbene Ficino abbia utilizzato la stampa per diverse sue opere, questo commento è scritto a mano, secondo la tradizione manoscritta medievale. Tuttavia, lo scriba adotta una corsiva "umanistica" moderna. Gli scritti di Ficino, sia in forma manoscritta sia a stampa, unitamente a numerosi incunaboli del suo ambiente intellettuale, costituirono il nucleo originario della biblioteca privata "Serlupiana", la cui prima sede fu la villa “Le Fontanelle” a Careggi, già sede dell’“Accademia Platonica”, fondata da Ficino nel 1462.
L’edizione della Divina Commedia commentata da Cristoforo Landino rappresenta un esempio eminente dell’interazione tra sapere, arte e la stampa nascente. Landino riuscì a pubblicare in pochi mesi un ampio commento umanistico al poema dantesco del primo Trecento, raggiungendo una sorprendente tiratura e favorendo una rapida diffusione delle sue idee. Nella composizione della pagina, il suo commento incornicia il testo dantesco, stampato in caratteri più grandi, e lo supera ampiamente in estensione. Con cento illustrazioni, l’opera monumentale avrebbe potuto attrarre un vasto pubblico, ma a causa della complessità del processo di stampa, questo ambizioso progetto fu realizzato solo in parte. Dal punto di vista della storia della scienza, il commento di Landino ha avuto un’importanza epocale, come attestano le sue numerose ristampe.
Con questo pratico e accessibile volumetto, il matematico Calandri realizzò un’opera didattica e di consultazione concepita per finalità concrete, destinata tanto agli studenti quanto ai mercanti e banchieri nella vita quotidiana. Calandri fu maestro del dodicenne Giuliano Lorenzo de’ Medici, futuro duca di Nemours, al quale il libro è dedicato. L’opera testimonia l’eccezionale varietà e flessibilità della stampa, allora ancora giovane. La stampa permise anche una rappresentazione standardizzata e riproducibile dei contenuti matematici, favorendo notevolmente la diffusione del sapere. Oltre al commercio e all’economia, la matematica rivestiva un ruolo cruciale nel Rinascimento anche nell’architettura, nella navigazione e, non da ultimo, nell’arte.
La Cronaca del mondo di Hartmann Schedel (1440–1514) narra, secondo una tradizione ancora medievale, la storia del mondo come una sequenza di sette età, dalla creazione al giudizio universale. Al contempo, sfrutta le potenzialità della più moderna forma di pubblicazione dell’epoca intorno al 1480: la stampa tipografica con xilografie. Con oltre 1800 illustrazioni, si tratta della pubblicazione più riccamente illustrata del suo tempo. Il sistema editoriale di Norimberga, organizzato per comparti di lavoro, costituì la condizione essenziale per un’impresa editoriale di tale portata. La traduzione dell’edizione originale latina in tedesco rese l’opera accessibile a un ampio pubblico e contribuì al suo grande successo. Le numerose vedute urbane consentivano inoltre un viaggio virtuale attraverso il mondo allora intensamente esplorato, da una prospettiva europea.
Il domenicano, predicatore e riformatore Girolamo Savonarola, noto per le sue invettive contro la corruzione e il decadimento morale della Chiesa, nonché contro il lusso e la decadenza, affronta nella sua Predica sull’arte del buon morire il tema della morte e della preparazione a essa mediante una vita virtuosa. Raccomandava di appendere tre immagini nella camera da letto e di osservarle ogni mattina, per ricordarsi della caducità dell’esistenza. La versione a stampa della predica include xilografie che rappresentano queste immagini. Savonarola si opponeva al neoplatonismo, in particolare a quello di Marsilio Ficino, largamente diffuso ai suoi tempi, e propugnava una religiosità rigorosa e centrata sulla Bibbia, anziché un’apertura al sapere dell’antichità.
Nel Compendium revelationum, Savonarola pubblica le proprie visioni e profezie risalenti al suo periodo di predicazione a Firenze. I contenuti ruotano attorno alla riforma della Chiesa da lui sostenuta, ma anche al rinnovamento della società, che, secondo il frate, avrebbe dovuto allontanarsi dalla corruzione e dalla decadenza morale. Era convinto che Firenze avrebbe avuto un ruolo centrale in questo processo di rinnovamento: la città avrebbe dovuto diventare una sorta di “nuova Gerusalemme”, modello di una società cristiana purificata.
Quest’opera, pubblicata a Venezia dal celebre editore Aldo Manuzio, è avvolta da misteri, a partire dall’identità dell’autore, tuttora non definitivamente chiarita. Narra il sogno di un giovane che intraprende un viaggio verso la sua amata Polia attraverso un mondo fantastico popolato di paesaggi incantati, rovine antiche descritte con minuzia, esseri mitologici e divinità. Di particolare rilievo è l’innovativa concezione tipografica del volume, con xilografie perfettamente integrate nel testo. Il rapporto tra parola e immagine dà vita a una sintesi creativa del tutto inedita. Le descrizioni dettagliate hanno ispirato numerosi artisti e architetti.
Nelle Opere varie, Piranesi raccoglie lavori realizzati durante i suoi primi anni romani (1740–1743), che testimoniano insieme la sua straordinaria maestria incisoria, la vocazione per l’architettura e la passione per l’archeologia. Piranesi perfezionò la tecnica dell’acquaforte combinando diversi procedimenti, quali l’acquaforte a più stadi, la punta secca e l’incisione a tratteggio, ottenendo effetti unici di profondità e luminosità. Queste tecniche accompagnano le sue fantasie spaziali, talvolta di gusto quasi surreale, dove monumentalità e complessità architettonica si fondono. Come nessun altro, Piranesi seppe rappresentare la forza materiale delle strutture antiche e la potenza della loro rovina. Le sue incisioni furono apprezzate tanto in vita quanto nei secoli successivi, esercitando una profonda influenza su arte, architettura e persino letteratura.
A differenza delle incisioni del suo contemporaneo Piranesi, quelle qui raccolte non furono realizzate direttamente da Antonio Canova, ma incise da diversi autori su modelli pittorici dell’artista. Anche sotto il profilo stilistico, si discostano nettamente dalle opere di Piranesi. Canova, massimo scultore del suo tempo, celebre per la sua estetica neoclassica, sperimentò nel contempo nuove forme espressive, soprattutto nel suo luogo natale a Possagno, dove elaborò soluzioni pittoriche a tempera ispirate agli affreschi di Ercolano e alla loro pubblicazione nel tardo Settecento. Le figure di questa serie incisoria riflettono da un lato la concezione plastica tridimensionale propria dello scultore, dall’altro la sua sensibilità per la rappresentazione coreografica di danze e gruppi in movimento, nonché il fascino per la pittura antica da poco riscoperta. I gruppi scultorei emergono luminosi sul fondo scuro, e grazie a delicate sfumature trasmettono al contempo la solidità del marmo e la leggerezza del gesto.
L’opera letteraria principale dello scrittore francese Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto, si articola in sette volumi pubblicati tra il 1913 e il 1927. Essa rappresenta una profonda riflessione su memoria, tempo, amore e società, contraddistinta da uno stile narrativo introspettivo e minuzioso, che intreccia magistralmente ricordi e pensieri. À l’ombre des jeunes filles en fleurs, il secondo volume, uscì nel 1919, vinse il prestigioso Prix Goncourt e consolidò la fama letteraria di Proust. L’anno seguente, l’editore La Nouvelle Revue Française pubblicò una edizione di lusso in soli 50 esemplari, una copia della quale si conserva nella collezione Serlupiana. Stampata su carta bibbia e in un insolito formato quarto, essa include un ritratto di Proust in frontespizio e inserti manoscritti con correzioni e aggiunte autografe dell’autore destinate alla stampa. È possibile che si trattasse di un’iniziativa di finanziamento per sostenere la continuazione dell’opera proustiana.
Il romanzo semi-autobiografico, che racconta le esperienze di amore omosessuale di un protagonista senza nome, fu pubblicato inizialmente in forma anonima in un periodo in cui l’omosessualità era ancora considerata un reato. Le illustrazioni, essenziali e quasi minimaliste, sono opera dello stesso Cocteau. Con impressionante espressività del tratto e una limitazione a pochissimi elementi iconici fortemente dominanti, l’autore realizzò figure toccanti, intime e riflessive, talvolta segnate da enigmatiche distorsioni formali. Nell’esemplare della collezione Serlupiana, diciassette litografie sono state colorate a mano dal pittore e incisore canadese Frank Milton Armington, conferendo una maggiore profondità emotiva e visiva alle linee espressive di Cocteau.
La raccolta di 31 incisioni, realizzate da Picasso nel 1936 su commissione di Ambroise Vollard e pubblicata da Martin Fabiani nel 1942, illustra brani tratti dall’Histoire Naturelle del naturalista Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon (1707–1788). Attraverso diverse tecniche incisorie (acquatinta, punta secca, acquaforte), Picasso rappresenta vari animali nel suo stile tipico, oscillante tra naturalismo e astrazione. Con una semplicità espressiva incisiva, riesce a rendere il carattere peculiare di ogni animale tramite texture di linee e tratti specifici, con grande forza espressiva, un sottile umorismo e la capacità di evocare atmosfere individuali.
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Fotografie: Bärbel Reinhard (Fondazione Studio Marangoni)
Concetto e coordinamento: Biblioteca





































