Dott.ssa Lucia Aquino

Laureata nel 2001 in Lettere moderne con indirizzo storico-artistico all’Università degli Studi di Firenze, Lucia Aquino svolge dal 2017 un dottorato di ricerca in Storia dell’arte all’Università di Liegi (Belgio), dopo aver collaborato al progetto EpistolArt della stessa Università dal 2014, effettuando la ricognizione e la descrizione codicologica dei documenti pubblicati da Johannes Gaye nel Carteggio inedito d’artisti dei secoli XIV, XV, XVI (Firenze, G. Molini, 1839-1840, 3 voll.).

Le ricerche e le pubblicazioni di Lucia sono incentrate principalmente sulla pittura italiana dal Quattrocento alla prima metà del Seicento, con un’attenzione particolare al dialogo tra le “arti maggiori” e le “arti minori”.

In linea con i suoi centri d’interesse, Lucia ha partecipato a colloqui e pubblicato in riviste specializzate, volumi collettanei, cataloghi di musei e di esposizioni, ed ha co-curato la mostra Francesco Granacci e Giovanni Larciani all’Oratorio di Santa Caterina all’Antella per il ciclo “La città degli Uffizi”. 

  • Produzione artistica in Toscana e in Italia centro-settentrionale tra Quattrocento e Cinquecento
  • Relazioni tra “arti maggiori” e “arti minori” nella pratica artistica dei pittori e dei legnaioli
  • Analisi testuale e codicologica delle fonti documentarie del XV, XVI e XVII secolo
  • Tarsie lignee fiorentine del Rinascimento
  • La Tribuna degli Uffizi tra decorazione e allestimento
  • La formazione delle collezioni granducali dai Medici ai Lorena

La tarsia lignea e i suoi rapporti con la pittura al tempo di Lorenzo il Magnifico. ‘Arti minori’ sorelle delle ‘arti maggiori’

 

Nell'introduzione alle Vite, Giorgio Vasari dedica un paragrafo alla tarsia lignea restituendoci un giudizio non troppo lusinghiero sia sugli esecutori, considerati gente armata più di pazienza che di estro artistico, che sul prodotto finale, altamente soggetto a deperibilità.

Eppure i legnaioli ricevettero incarichi prestigiosi nel Rinascimento, come la realizzazione dei cori nelle chiese, degli arredi lignei delle camere nuziali e degli studioli (stanze private dei principi atte allo studio e alla meditazione). L’arte dell’intarsio richiedeva un alto livello di abilità tecnica, e il nome di «maestri di prospettiva, con cui erano noti all’epoca, ci restituisce una dimensione intellettuale del loro lavoro.

La ricerca attuale di Lucia Aquino mira a riconsiderare l’opposizione tradizionale tra “arti minori” e “arti maggiori” nei secoli XV e XVI, mettendo in risalto le figure dei legnaioli fiorentini, comprimari insieme ai pittori contemporanei nella realizzazione di alcuni importanti manufatti. In effetti, secondo la critica moderna, fu proprio un pittore, Sandro Botticelli, a fornire disegni di figura a legnaioli (e architetti) come Giuliano da Maiano (1432-1490) e Baccio Pontelli (1450-1492), avviando una collaborazione che si realizzò, per esempio, nella messa in opera di alcuni lavori d’intarsio a Pisa, a Urbino e a Firenze. Scopo di questa ricerca è precisare le modalità di tali scambi, mettendo in luce la prassi lavorativa delle botteghe dei legnaioli e, più in generale, lo status dell’artigiano-artista in un’epoca di profondi cambiamenti sociali.

Nel Cinquecento, Giovanni Battista di Marco del Tasso, legnaiolo e architetto, prese parte attiva nel dibattito teorico sul paragone tra le arti scaturito dalle Due Lezzioni di Benedetto Varchi (1547), nelle quali, per la prima volta, fu concettualizzata l’idea del disegno quale fondamento non solo delle “arti maggiori” ma anche dell’arte del legno, del ricamo e dell’arazzeria.

Una tale posizione, la cui portata teorica è rivoluzionaria, è la diretta conseguenza di un processo avviato a Firenze fin dall’epoca di Lorenzo il Magnifico, nella quale pittori e artigiani lavoravano fianco a fianco senza alcuna forma di gerarchizzazione che implicasse l’inferiorità dei secondi rispetto ai primi. 

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