Evening lecture

Guido Beltramini: Palladio a Beijing

© Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio | photo Alessandro Wang

Ne La provincia dell’uomo Elias Canetti invita a tradurre in altre lingue per comprendere la propria. «Nella traduzione – scrive – è interessante ciò che va perduto»: quel significato intraducibile in un contesto diverso che interroga l’identità profonda della cultura di partenza. Si è appena conclusa la prima mostra su Palladio in Asia, realizzata a Beijing, nel Museo Nazionale della Cina in piazza Tienanmen. Costruirla è stata occasione di nuove domande sull’architetto su cui sembra sempre di sapere tutto. A partire dall’idea stessa di autorialità di un edificio, che Palladio rivendica con l’uso sapiente del libro illustrato, ma che per migliaia di anni in Cina è prodotto collettivo di anonime maestranze. Una ricerca che ha riportato anche alla luce filoni di una influenza fra giardino cinese e Palladianesimo rimasta a lungo sotto la superficie. Sullo sfondo le riflessioni sulle modalità con cui una mostra racconta la ricerca in architettura, messa alla prova a Beijing da una distanza insieme geografica e culturale.

Guido Beltramini è uno storico dell’architettura e curatore. È direttore del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio di Vicenza, dove nel 2012 ha creato il Palladio Museum. Studioso di architettura della prima età moderna ha pubblicato numerosi volumi, saggi e cataloghi che spaziano da Thomas Jefferson a Pietro Bembo; è in uscita il suo catalogo generale dei disegni di Palladio nelle collezioni britanniche. Ha curato mostre in varie città (Londra, New York, Montreal, Venezia, Vicenza) come strumenti per sviluppare i suoi studi sul Rinascimento, in particolare nelle relazioni fra letterati, artisti e architetti. 

Questo evento fa parte della giornata di studi "Architectural Drawings in the Renaissance: Anonymous Artists, Copyists, Architects".

Partners

09 June 2026, 6:00pm

This event will take place in person at Palazzo Grifoni Budini Gattai.

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