Study day

Per Filippo Baldinucci. Storiografia e collezionismo a Firenze nel secondo Seicento

a cura di Elena Fumagalli, Massimiliano Rossi e Eva Struhal

Attr. a Pier Dandini, 'Pala' di Filippo Baldinucci detto il Lustrato Castello (FI), Accademia della Crusca

Al centro della giornata di studi (la seconda, dopo un primo incontro il 7 dicembre 2017) è la personalità di Filippo Baldinucci nella sua duplice identità di letterato e connoisseur. Benché metà delle Notizie dei professori del disegno da Cimabue in qua (1681-1728) sia uscita postuma e l’autore abbia dovuto ben presto rinunciare all’iniziale progetto di una trattazione enciclopedica, l’opera costituisce, se considerata senza pregiudizi, la punta più avanzata della speculazione estetica del Seicento italiano, arrivando a comprendere la prima biografia italiana di Gian Lorenzo Bernini (1682). Con alle spalle un silenzio pressoché totale, durato ottant’anni, della critica e storiografia a Firenze, Baldinucci, quando torna a farla parlare, la costringe a esprimersi con inflessioni romane, venete, emiliane, napoletane, oltremontane. Tramite però il codice identitario, che resta fortissimo (disegno = lingua toscana), e in qualità di accademico della Crusca, dunque maestro nel controllare quella retorica paradossale consustanziale alle pratiche e agli scritti accademici, egli finisce addirittura per sussumere in una sintesi originalissima sia il naturalismo carraccesco che il naturalismo berniniano, e persino il gusto per il repertorio basso-mimetico dei bamboccianti, attraverso le categorie onnicomprensive di “capriccio” e “caricatura”. Si fondono dunque nella particolare estetica e critica baldinucciana almeno tre filoni culturali: l’empirismo postgalileiano, la retorica paradossale cruscante e il sermo humilis di tradizione agostiniana, in una miscela totalmente inedita e unica nel panorama della critica d’arte secentesca. Risulta dunque necessario e non più eludibile ridisegnare il contesto di una tale avventura critica.

Agli approfondimenti sul Baldinucci letterato si affiancano quelli sul fronte del collezionismo artistico, attraverso l’esame a tutto campo di una figura a lui parallela e che seguì da vicino la pubblicazione delle Notizie: Apollonio Bassetti (1631-1699), canonico della basilica di San Lorenzo e segretario del granduca Cosimo III. La sua raccolta, spaziando dalla grafica all’epigrafia antica, dagli avori antichi alla pittura e alla scultura, presenta caratteri simili a quella di Leopoldo de’ Medici, e invita a riannodare i fili con il ruolo  baldinucciano giocato nell’ordinamento di quest’ultima.

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16 January 2020

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