Salvatore Settis: Caravaggio a San Luigi dei Francesi: percezione e ricezione

Conferenza serale

La Vocazione di Matteo a San Luigi dei Francesi è, da Bellori ad oggi, fra i dipinti più noti e più controversi di Caravaggio. Quali furono le strategie percettive sottese alla sua composizione? È possibile ricostruire, e su che base, in qual modo il quadro fu visto, nel contesto della cappella Contarelli, dagli osservatori contemporanei? Basta, in tal senso, un’analisi dei testi, o è possibile aggiungervi l’esame degli echi visuali nella pittura contemporanea? Perché Federico Zuccari, postosi davanti al quadro, disse (secondo Baglione) «Io non ci vedo altro, che il pensiero di Giorgione»?

Professore ordinario di Storia dell’arte e dell’archeologia classica e Direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa. E’ stato Visiting Professor in varie università europee e americane.

E’ stato inoltre Direttore del Getty Research Institute for the History of Art and the Humanities di Los Angeles dal 1994 al 1999, membro del Comitato Internazionale per la Salvaguardia della Torre di Pisa e del Consiglio Scientifico dell’Enciclopedia Italiana. Di recente è stato nominato Presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali.

Tra le accademie di appartenenza si segnalano: Accademia dei Lincei, Berlin-Brandenburgische Akademie der Wissenschaften, Académie Royale de Belgique, Academia Europaea e American Academy of Arts and Sciences.

I suoi interessi di studio e di ricerca riguardano principalmente la storia dell’arte antica, la storia della tradizione classica e la storia dell’iconografia e dell’arte religiosa in Europa dal Medioevo al Seicento.

Tra le pubblicazioni più significative si ricordano: La «Tempesta» interpretata. Giorgione, i committenti, il soggetto, (1978); La Colonna Traiana (1988); Laocoonte. Fama e stile (1999); Futuro del ‘classico’ (2004); Battaglie senza eroi. I beni culturali tra istituzioni e profitto (2005).

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